Primavera

(Il risveglio dei sensi)

 

Appresi di te stamattina
dall’azzurra brezza di Marzo
calcando la terra svestita
priva dal suo estivo sfarzo

Appresi di te stamattina
fiutando il mandorlo al sole
ascoltando il ronzio delle api
sedurre le timide viole

Appresi di te stamattina
dalle fresie esposte a levante,
dal grecale estorte le essenze
inconscio lamento d’amante

Appresi di te stamattina,
dal tuo canto leggero e sbadato
barlume di luce sfuggito
tra l’ombra di un bacio sfiorato

Appresi di te stamattina
tastando flutti d’oscuri rovi
sentii palpitare la carne
di dolori remoti e di nuovi

Apprese di te stamattina
il mio sonno velato
schernito dalla querula brina
sgorgata dal mio sguardo malato

Appresero di te stamattina
i miei sensi allertati
dal mio spirito stordito
dai miei occhi sbiaditi

Appresero di me stamattina
le allodole assopite
tra le fronde scoscese
delle querce attardate

Apprese di me stamattina
il calore rossastro del cielo
confuso tra strani bagliori
dall’estremo attonito gelo

Hai appreso di me stamattina
mia stridente stagione d’eterno
dalle vesti adornate di sole
arrivasti grondante d’inferno

Mi chiamasti sul colle dorato
volteggiai con le rondini ignare
stupite di avermi incontrato
ti abbracciai tra le primule rare

e placasti il mio delirio ignorato.