SARA E LA LUNA

Con aria intrigante l'ammira
bianca nel cielo azzurrino;
con occhi rapiti l'osserva, mi guarda
e sorride furbetta in silenzio.

"E' la luna, le dico, non vedi che bella!".
"Luna, lei dice, vien gių!",
pensando che un gioco infantile
si svolge in quel cielo infinito.

"Stasera la luna non c'č, glielo spiego,
stanca, riposa per lungo girare,
domani ritorna per te".

"Le stelle!", osserva estasiata
alzando il ditino, la testa all'insų.

Le mille scintille lontane
accendono il viso di Sara,
due anni e non pių.

Rapita e ammaliata
osserva ed ascolta beata,
come fosse il frusciar d'una foglia,
il sospiro monotono e lento del cielo.