FEDERICO MESSANA       poesie, racconti ed altro......     
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Eugenio a Loulou (soldi, tenerezze, biscotti, uva ...)

 

Palermo 5 settembre 1895

Mia cara Loulou,

Sono stato e sono sempre seccato per le tante contrarietà di qui; io però non cesso d'insistere nei tentativi per riuscire a qualche cosa, ma le difficoltà sono così grandi che spesso io dispero di tutto.

Federico mi ha scritto da Caltanissetta che ritornando in Montedoro procurerà di rimetterti cento lire che ti serviranno per pagare Ploner e per altri usi che credi più opportuni, tanto per tirare avanti alla meglio per ora.

Esamina attentamente il conto di Ploner e non trascura le riduzioni che dovevansi fargli per pacchi postali con assegno che io ho già pagati (due li ricordo benissimo) e che non figurano né possono figurare certamente nel suo conto, ma che si debbono detrarre dalla somma che pretende perché, avendo sbagliato egli le scarpe ripetutamente, io non sono tenuto a sopportare tutte le spese in più cagionate dalla di lui trascuranza od errore.

Oltre a cotesti due pacchi postali con assegno da lui fattimi pagare, io devo pure detrarre l'ammontare di altri due pacchi postali che io ho indebitamente pagato per avergli rispedito due volte le scarpe sbagliate. Inoltre bisogna, esaminando il conto, vedere che non sia notato l'ultimo paio che viaggiò varie volte tra Firenze e Bordighera e finì col rimanere presso Ploner.

Spero che a quest'ora avrai trovato qualcuno di tua soddisfazione per fare la guardia di notte nella casa e così tu sarai tranquilla. In ogni modo, io approverò sempre tutto quello che crederai meglio di fare per ottenere la completa sicurezza e tranquillità, compreso il provvedimento di avere un altro cane. Spero che anche per altro lato a quest'ora hanno cessato le cause di arrabbiarti e aver urti incessanti che certamente non possono giovarti, particolarmente nello stato in cui sei.

I biscotti che ti mandai li scelsi io e non mi parvero invecchiati, però rimettendoli un po' nel forno si rinnovellano come se fossero stati fabbricati allora, allora. Ti ho spedito ieri un pacco di savoiardi di Gulì che ho ordinato appositamente senza alcuna essenza; io non li ho visti impaccare ma ritengo che devono essere buoni e freschissimi, essendo stati fabbricati il giorno precedente appositamente, e credo che faranno piacere a te ed ai bambini, e nessuno li disprezzerà e li sputerà!

Non mi hai ancora detta alcuna parola intorno al secondo invio dell'uva. La ricevesti? Giunse in buono stato? Piacque a Charlie?

In quanto alla cerata per la sala da pranzo non ho fatto nulla, perché non ne trovo abbastanza larga per rispondere alle dimensioni che mi hai dato. Le diverse tele cerate che ha Langer sono delle seguenti larghezze: 1,12; 0,98; 0,84; e finalmente ne ha una molto brutta ed inferiore a 1,40, ma che ciò nondimeno costa lire 5,60 il metro.

Io vorrei sapere con precisione la larghezza di quella attuale vecchia; piglierò da me stesso una decisione e ti manderò quella che credo più opportuno. Però devo avvertirti che non se ne trova più di quella a così buon mercato come quella che abbiamo avuto, e quella di 1,12, che secondo me sarebbe la più conveniente, costa lire 5 al metro. Bisognerebbe quindi limitarsi allo stretto necessario per la tavola, o tutt'al più aggiungervi un pezzo molto preciso per la parte centrale solamente del buffet, che si potrebbe magari adattarvelo in due pezzi uniti per trarre maggior profitto della limitata quantità della tela. In ogni modo forniscimi coteste misure che io vedrò di fare il meglio.

Hai notizie di Papà? Quando ritornerà? Cosa fanno attualmente Lina e Giulia?

Aspetto con grandissimo desiderio le lettere che tu mi hai detto stanno preparando per me. Federico dunque non vuol fare l'orticultore, ma sarei tanto contento nel sapere che si è messo ad apprendere a leggere, vedi se facendo qualche sforzo maggiore puoi riuscire a farlo concentrare un pochino.

Ricevo adesso la tua del 2 settembre, resto inteso di tutto. Speriamo che Whitworth si decide a rispondere.

Non dimenticare il numero del Cyclist smarrito che desidero avere a qualunque costo.

Addio per ora, baci a tutti ed in particolare a Letiziuccia bella.

Tuo per sempre Eugenio

 

Richiesta di soldi dal suocero .

 

Bordighera 3 ottobre 1895

Caro Eugenio,

Privo di tue notizie fin dalla tua partenza, son costretto a rammentarti che il 30 Settembre è passato.

Io non posso rinunziare al fitto del villino e non posso aspettare di più il pagamento dell'arretrato. Si dice che v'è un limite alla pazienza; io direi piuttosto che la pazienza può e dovrebbe essere illimitata, ma l'aspettare in presenza di bisogni urgenti diventa qualche volta impossibile. Tale è il mio caso.

Col lasciare passare il 30 settembre senza dir nulla, mi hai dato ad intendere che la locazione seguiterà, e mi rincresce immensamente di dover insistere sulla condizione espressati a suo tempo.

Non aggiungo altro, ma aspetto in sul serio una rimessa soddisfacente.

Aff.mo FH (Federico Hamilton)

 

E la risposta di Eugenio alla belva umana

 

Palermo 6 ottobre 1895

Caro Papà,

La sua lettera non mi giunge inaspettata, pur nondimeno mi arreca grande dolore nell'impossibilità in cui sono di corrispondere alla sua aspettativa.

Non creda però ch'io l'abbia dimenticata, e se non le ho finora dato mie notizie, gli è che ho sperato sempre di poterlo fare in modo che da lei sarebbe stato meglio apprezzato, cioè, con qualche rimessa e certo che, se tutte le contrarietà che mi rincorrono da ogni lato me lo avessero concesso, avrei immancabilmente, come l'ho tanto desiderato, prevenuta la sua lettera nel modo succennato.

Quello che posso dirle nello stato attuale delle cose è che, per quanto sconfortato di tutti e di tutto, in mezzo a fieri contrasti ed a difficoltà d'ogni genere, enormi, insormontabili, io non mi do per vinto e non cesso dal tentare ogni via, lottando contro l'ingiustizia e sfidando le umiliazioni per riuscire a qualche cosa. E stia sicuro che per quanto io abbia il desiderio vivo e potente di essere vicino a Loulou nelle attuali condizioni sue di salute , le quali mi tengono assai disturbato, non tornerò a Bordighera senza avere raggiunto il mio scopo, e prima d'ogni altro il soddisfacimento del fitto del villino a lei.

La crisi generale zolfifera ha pesato grandemente sulla nostra disgraziata situazione, la quale complicata per sé stessa, si è per ciò aggravata maggiormente, e per la parte pecuniaria è divenuta estrema.

Molte cose avrei da dirle che forse potrebbero muoverla ad essermi un po' indulgente nelle presenti mie difficoltà, ma per lettera mi è impossibile il farlo oltreché temerei di annoiarla e di ottenere il risultato contrario, mancandomi l'attitudine ad esporle ogni cosa con ordine ed efficacia. Conformandomi, invece, alla sua indole, facendo tacere cioè ogni manifestazione del sentimento, che so quanto a lei dispiacciano, mi limito a dirle che sebbene l'animo mio sia dilaniato d'ogni parte, non cesso dal darmi attorno quanto più posso per ottenere danari in qualsiasi modo; a questo unicamente intendo, ed appena avrò la fortuna di riuscirvi, Ella sarà la prima persona ad essere soddisfatta.

Abbi ancora pazienza, e se crede ch'io lo meriti in qualche modo, se non può aiutarmi direttamente nella mia disgraziatissima situazione, voglia però essermi indulgente.

Suo aff.mo Eugenio

 

ed alla moglie Loulou

 

Palermo 7 ottobre 1895

Mia carissima Loulou,

Oh che angoscia mi ha lasciato la tua lettera del 4 ricevuta ieri sera! E' tale lo scompiglio che ho dentro di me che non so neppure quello che devo dirti. Mai come adesso ho sentito il desiderio, il bisogno imperioso di distaccarmi e di allontanarmi insieme a voi altri e per sempre da quella belva in forma umana. Ma che posso io fare di più di quello che faccio nelle presenti disgraziatissime circostanze?

Federico poverino, se la sarà cavata alla meglio, ma la condizione tua è quella che m'impensierisce maggiormente. Oh Dio che strazio essere impotente in tale condizione di cose! Io mi dispero sì, ma non mi avvilisco, e continuerò a tentare cielo e terra per riuscire a qualche cosa, e se avessi questa fortuna volerei subito a Bordighera e dopo essermi reso indipendente, procurerei di fare del mio meglio per tenere la belva a posto, ciò che sarebbe, lo comprendo, un pochino arduo in sul principio, avendogli con tanto abbandono lasciatogli credere che io fossi incapace di qualche atto energico; ma ripeto, per quanto la mia indole sia mite, farei del mio meglio all'occorrenza.

Il meglio però sarebbe il distacco assoluto, e ti assicuro Loulou mia, che a costo di qualunque inconveniente vorrei, se lo potessi, attuarlo subito cotesto distacco.

Ho parlato di tutto ciò con Cesare, ma sto scrivendo a Federico e Giulia a Montedoro, e se la sorte non ci è proprio tutta avversa, qualcosa ne nascerà.

Sono impaziente di giungere a questa sera per ricevere un'altra tua lettera in cui credo mi dirai qualche altra cosa su quell'accaduto, specialmente sull'esito che ebbe il tuo biglietto a Mammà e le conseguenze che tu ne hai risentite.

Io mi sentirei di scrivere, non potendo far altro, come so scrivere in certe circostanze, alla belva, ma a cosa servirebbe? Aggraverei certo la vostra situazione! Bisogna aver pazienza sino che non se ne può più, e allora .. Dio ci aiuterà!

Conforta cotesti poveri bambini come meglio puoi, evita loro con ogni cura il contatto della belva, procura di mantenerti calma più che puoi per amor di te stessa e di noi tutti che ti amiamo tanto. E nella speranza di aver prossimamente migliori tue notizie, ti lascio per oggi per andare ad occuparmi di spedire tutta la corrispondenza d'oggi a Bordighera e Montedoro, che è piuttosto voluminosa.

Con baci e tenerezze molte ti saluto insieme ai bambini cari. Tuo per sempre Eugenio

 

P.S. Qui accluse troverai due copie di lettere, servali di norma