FEDERICO MESSANA       poesie, racconti ed altro......     
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Letizia suona al cospetto della Regina

 

Palermo 1 maggio 1925

Cara Letizia,

la tua lunga lettera con la descrizione dell'audizione a Roma ci ha fatto passare a traverso tutte le emozioni che ti angustiarono o deliziarono in quella giornata memorabile. Pensando che hai fatto da te è semplicemente straordinario quel che hai potuto fare. Io, come ben te l'aspetti, avrei sconsigliato di suonare e far suonare all'accompagnatore della musica moderna manoscritta; immagino il genere; tanto che la Regina ti disse dopo di suonarle qualcosa di "melodico" - al suo posto avrei fatto lo stesso. In questi casi speciali, unici più che rari, è meglio mettere da parte l'altruismo e pensare solamente a sé. E' certo che se io fossi stata dietro le tue quinte, ti avrei fatto portare la Sonata di Tartini, a te, e non l'avrei affidata ad un accompagnatore che potrebbe, o avrebbe, dimenticata, come fu, difatti. Questi due contrattempi sono i soli due nei, in quell'episodio che hai avuto la pazienza e l'abilità di descrivere con tanta vivacità e abbondanza di dettaglio. Ho copiato a macchina le pagine più interessanti e d'interesse generale per farle leggere alla Duchessa dell'Arenella e qualche altra persona.

Ti do la notizia che, appena ricevuta la tua lettera, mandai il denaro a Jon Long per avere una copia del mio libro (quasi 50 lire!) e appena avutolo penso di mandarlo alla Regina a Bordighera insieme ad un Rodemback e un Leopardi; così essa avrà tre lavori miei in tre lingue, omaggio che credo nessuno ha potuto farle finora! Questo mi darà l'occasione di scrivere una lettera, a lei, e alla Marchesa di Villamarina, me lo dirai tu, nella quale preparerò il terreno perché ti senta una seconda volta, come deve assolutamente essere, in condizioni meno disastrose ed affannose!

Scrissi subito a Cervesato di rintracciare quei due giornali e mandarmene la sola data, che penserei poi io a ritirarli,; ma finora non ho saputo niente, è probabile che per la stizza che hai potuto fare tanto senza il suo olimpico aiuto, ci metterà poco zelo.

Non potresti, ora, dopo questo passo, combinare di suonare all'Augusteo? Vi hanno suonato tante violiniste inferiori a te! Vedi che la Regina lo capì subito e ti parlò della bella carriera che ti aspetta. Non te lo disse alla leggera, e questa sua parola ti dovrebbe essere di sprone per raccogliere tutte le altre belle soddisfazioni che ti aspettano ancora!

Io e Lina siamo angustiate al pensiero che sei sempre a corto di vestiti, e Lina si sta occupando di mandarti qualcosa di mettibile.

Se, come dici, la Regina evitò di parlarti di persona semplicemente perché si ricordò di quanto hai potuto dire sull'argomento a Mons. Beccaria, è semplicemente meraviglioso! Tanto tatto e tanta memoria fanno impressione, non è vero? Fa un tentativo anche te, scrivendo a De Renzis, di mandarmi i due giornali saputi, perché avutoli faccio subito qualcosa nei giornali di qui.

Ora aspettiamo notizie da Verona; mi si è allargato il cuore a sapere che lì eri con De Marchester perché, almeno per l'accompagnamento, non avrai patemi d'animo, e in conseguenza suonerai più serena.

Mi fermo con l'impazienza di rivederci presto. Ti abbraccio tanto. Tua mammà L.C.

Tienilo ben custodito il gioiello della Regina!