FEDERICO MESSANA       poesie, racconti ed altro......     
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Lina a Letizia

(Intrighi di famiglia)

 

Palermo 14 ottobre 1931

 

Cara Letizia, assolutamente non è vero che la tua presenza a Montedoro non mi faccia venire. Io non son venuta perché la mia esperienza di Pasqua mi ha mostrato che quello che faccio e quello che dico lì è per lo più sbagliato, e perché nella posizione difficile in cui mi trovo, essere a Montedoro significa o fare la scrittura che desidera la zia Giulia, o inimicarmela completamente con conseguenze disastrose.

Poiché tu lo ritieni utile, io verrò, ma se la zia non si persuade di tutto ciò che le dirò (avendo alle costole chi le dice diversamente) e vuole assolutamente la scrittura, se non posso mettervi la condizione che scrissi in quella lettera per il notaio, che cosa succederà? Che cosa dovrò fare? Ti accludo una lettera per la zia. Chiudi la busta, dagliela, poi aprila davanti a lei e leggigliela.

Come vedi io sono molto sobria nel giudicare l'azione di Federico e Giulia (e soprattutto di Petix) se non ho messo né nomi né aggettivi, perché arrabbiarsi come sarebbe giusto è inutile, e magari si fa peggio. Ti faccio notare che malgrado tu avessi piena ragione, e io sia stata sempre solidale con te, Federico e Petix hanno fatto precisamente tutto quello che avrebbero fatto lasciandoli fare d'amore e d'accordo, con la sola differenza che cercano di nuocerci presso la zia Giulia, e c'è tutto questo pasticcio. O meglio, non io ti faccio notare questo, ma Onofrio, il quale vorrebbe parlarti, come pure vorrei io, prima di questa mia andata a Montedoro.

Dunque io aspetto che tu venga a Palermo, così con te ed Onofrio decideremo che cosa debba fare, e se poi sarai a Montedoro quando ci vado, tanto meglio, anzi desidero tu ci sia, poiché sei l'unica persona in quella povera casa con la quale vorrei ritrovarmi. (E non mi stancherò mai di ripetertelo, se ho messo su la casa di corso Pisani, dove per ora butto via inutilmente tanti denari, è stato proprio per il desiderio di stare con te). Farsi dare un permesso a scuola adesso è cosa grave, bisogna che lo unisco a qualche giorno di vacanza; vedremo, dopo che sei qui. La lettera del notaro, dopo essermi consigliata, la scrivo semplicemente in questi termini: "Ricevo la Sua pregiatissima. In quanto all'affare di cui mi scrive, lo tratterò direttamente in famiglia, e scrivo alla zia in proposito".

Non aggiungo altro per ora, perché questa parta subito, e perché spero presto ci rivedremo. Fammi sapere quando vieni che farò pulire a corso Pisani. Arrivederci presto, cara Letizia! Un vero bacio dalla tua Lina".