R I C E R C H E

                                                                                                                                    

                                                   UNA PASSEGGIATA ALLA "SABBUGIA"
                                           
di Calogero Messana

Passando lungo lo stradale per Serradifalco, giunti al confine del territorio di Montedoro, si intravede una collina di calcare che domina la vallata. Centinaia di volte siamo passati lungo quella strada senza potere vedere dal basso cosa si nasconde in mezzo alle pietre che circondano la cima della collina.

In una giornata asciutta ho deciso di salirvi con la macchina fotografica. Man mano che ci si avvicina si scorge la particolare struttura della collina: una cerchia di massi delimita un’area in pendio esposta a mezzogiorno, adesso seminata a grano, ma che probabilmente costituiva la delimitazione naturale di un antico insediamento.

Ogni masso di calcare porta i segni di antiche presenze . Decine e decine di tombe a camera scavate , o appena abbozzate , segnano le pareti delle candide pietre: ho pensato alla ben più nota Pantalica.

Conoscevo le due tombe Sicane della contrada Guarini poiché ci giocavamo da bambini quando si andava a raccogliere le olive, ma quelle della Sabbugia, ad appena 500 metri di distanza, sono molto più numerose. Sicuramente, scopro solo oggi, che è il luogo più insediato e frequentato del passato che si trovi nel territorio di Montedoro.

Non conosco gli studi fatti sull’area ma il toponimo arabo al-sabbuq fa pensare che anche in quell’epoca fosse luogo frequentato. Purtroppo non vi è, a vista, alcuna traccia di resti ceramici o vetri, ma più in basso, nel cosiddetto "Lago di Giù " una "senia" per sollevare l’acqua è ancora presente ed è stata attiva fino a qualche decennio addietro.

Per ora mi accontento di mostrare le foto scattate ma spero di poterci ritornare con persone esperte per approfondire la conoscenza del luogo.    

                                                                              

 

    

                                                                         Scoperta (in casa della farmacista Gigina Morreale) una boccettina del famoso olio  Migneco     
                                                                                                     
Nella foto si legge chiaramente G.M. (Giuseppe Migneco)     
                                                                                                     
  
                                                                                 
vedi articoli su Migneco e Pappalardo

               

                            
            Mulino ad acqua con movimento orizzontale
Un mulino simile si trova in
contrada Catalano a Montedoro
            fare clik sull'immagine per vedere il servizio
                    
(ricerca di Calogero Messana)
 
   ARCHEOLOGIA A MONTEDORO
                    
di Calogero Messana

                         

 

 

                          
                                   1929
    ARRIVA L'ELETTRICITA' A MONTEDORO  

           Documento di Calogero Messana

 

                          
   Interessante ricerca di Calogero Messana

Ho  provato  a giocare  un po'  sulla  pianta di Montedoro .Dalla  masseria Balatazza ( in  arancione) ai successivi  sviluppi  dell'abitato  fino a  prima dell'unita'  d'Italia. Le  varie fasi dello sviluppo urbano  dovrebbero essere verosimili . Ho seguito le notizie di Petix e  quanto  é  rilevabile anche  da  Google :  Si nota (in giallo)  che  le  costruzione della fondazione erano ben allineate ,  gli spazi  intermedi  sono stati  chiusi in un secondo tempo (probabilmente  erano cortili interni ).La  quantità  di immobili  edificati al 1650  ,circa ,  ospitava  78 famiglie ,  che  e' compatibile  con le  zone  di colore arancione e  giallo.