Vostri messaggi a: info@messana.org
Federico/master
Nicolò/collab. Pippo/collab.
Calogero/collab.
info@messana.org
falci.nicolo@tiscali.it
giusduminuco@tiscali.it calogeromessana@hotmail.it
E' bello sentire la brezza salmastra del
mare col sole che volge a ponente.
E' piacevole udire la sferza del vento
che ulula e sibila al riparo sul
monte.
Ma è dolce ascoltare la flebile e
tenera voce
portata da onde partite da terre lontane.
Dall'artista AGOSTINO TULUMELLO


|
MONTEDORO
- FESTA DI SANTA LUCIA



Santa Lucia
(Lillo Paruzzo)
A Montedoro si è
rinnovata la tradizionale Vampa di Santa Lucia, Vergine siracusana, la
sera della vigilia, nella piazza Europa antistante la chiesa. Alle ore
19 dopo la celebrazione dei Vesperi in onore della Santa martire, il
sacerdote don Salvatore Asaro ha benedetto il cumulo di legna, rami e
paglia, preparati nella mattinata, ed Enzo Zaccaria e Giuseppe Salvo
hanno dato"luci" provocando un iniziale colonna di fumo che ha
fatto indietreggiare tutti gli spettatori bambini, giovani ed anziani.
Alcuni bambini hanno acceso "le fanare" con l’assistenza dei
papà e dei nonni dando adito alla fantasia di andare, ancora negli anni
intorno al 1950, quando le Vampe venivano realizzate dai ragazzi in
molti crocevia del paese.Allora erano i ragazzi i protagonisti che, nel
pomeriggio, andavano a recuperare la paglia dalle "paglialore"
delle case dei contadini, legna, rami secchi, cartoni per realizzare un
grande cumulo che sarebbe stato acceso la sera. La gran parte dei
ragazzi avevano "le fanare", lunghi steli secchi che i
genitori avevano avuto la cura di raccogliere nel tempo debito lungo i
corsi d’acqua del territorio. Dopo l’accensione della Vampa davanti
alla chiesa i ragazzi procuravano di accendere "le fanare" e,
poi, di corsa raggiungevano la propria Vampa e l’accendevano. Le mamme
del vicinato di ogni Vampa distribuivano la Cuccija, mentre le donne
anziane recitavano il Rosario e, quando si spegnevano le fiamme,
prendevano la brace riempiendo gli scaldini – maritiaddru e tancinu
– ed anche "li braçeri". Qualcuna diceva: "All’ottu
pi Maria, a lu tridici pi Lucia, a lu vinticincu pi lu veru Musia",
le ricorrenze religiose che, nei tempi andati, erano segnate dalle
Vampe.
Luisa Hamilton
Caico, nel libro Vicende e costumi siciliani, pubblicato nel 1910, a
Londra, scrive:" Una folla di uomini, ragazzi e bambini si
riversava per le strade, nel più grande strepito e totale confusione.
Ciascuno reggeva una manciata di lunghi steli di paglia in fiamme, che
brandiva e agitava alta sulle teste, e correva come un invasato,
gridando. E, nella corsa, tutti formavano una ressa selvaggia,
inciampando uno sull’altro come gente che fugge da un pericolo. Il
buio della notte era rischiarato, a tratti, dal fiume danzante delle
primitive fiaccole e dai grandi falò che ardevano agli angoli delle
strade: l’intero villaggio sembrava preda del fuoco."
Ritornando all’oggi,
mentre La Vampa mandava le sue lingue di fuoco in alto, nel cielo,
alcuni giovani: Salvatore Duminuco, Salvo Giuseppe, Enzo Zaccaria,
Giuseppe Alba, Davide Duminuco distribuivano la Cuccija, preparata dalla
mensa scolastica, a tutti gli astanti, alcuni dei quali si sono fatti
riempire "lu picchiu" per portare la cuccia a casa ai propri
familiari. La Vampa ricorda quella con la quale è stata martirizzata
Santa Lucia, mentre la Cuccija ricorda l’assedio di Siracusa quando la
popolazione stava per morire di fame e rivolgeva pressanti preghiere
alla Santa aretusea. Sulla spiaggia di Ortigia affiorava del grano e la
gente stremata dalla fame lo raccoglieva e diceva:"cuccija, cuccija!".
Ancora c’è qualche famiglia che prepara la cuccia a casa per
devozione alla Santa protettrice degli occhi e della vista.
Lillo Paruzzo
|
|
Bompensiere , Storia
di un Comune di Sicilia ,
di Giuseppe Giunta
Edizioni ED.RI.SI. 1983
Ho avuto fra le mani il
libro del Dott. Giuseppe Giunta , nativo di Bompensiere , e dimorante in
Marocco , dove esercitava la funzione di Medico Chirurgo .
L’ho letto con grande meraviglia per le novità relative alla
ricostruzione di noti toponimi che tutti noi ogni giorno pronunciamo e
conosciamo .
La conoscenza dell’Arabo e dei dialetti berberi ha aperto una nuova
finestra sull’oscura origine di molti nomi di luoghi dell’area del
Vallone.
Dice il Dott. Giunta che la parola Nadure , per noi sempre sinonimo di
Bompensiere , l’ha ispirato nella ricerca delle origini del suo luogo
di nascita .
Nadur è termine Berbero che indica un luogo elevato con posto di
guardia , che nel Nord Africa è presente con molta frequenza ( anche a
Malta e Sicilia quindi , luoghi di passaggio della dominazione
Musulmana) .
Nel libro vengono riprodotte alcune piantine , immagino redatte di
proprio pugno , con la indicazione dei luoghi ed i relativi toponimi
prima in Arabo , e poi la loro traslitterazione in caratteri
Latini , al tempo dei Normanni e poi degli Svevi .
Cosi scopriamo che Bompensiere deriva
dal nome di un casale che si chiamava BUAMEZGHIR , nel territorio
del feudo Nadure , che Montedoro deriva da MINDHAR o MINZAR , che
Mussomeli deriva MUSS MELIH e che Milena (Milocca ) da MILK
(MULOC) .
Il Dott. Prefetto Giuseppe Sorge ,
quando scrisse la monumentale storia di Mussomeli , all’inizio del ‘900
, si dilungò in decine di pagine per trovare una origine logica al nome
del suo paese : se avesse avuto il libro di Giunta fra le mani il
mistero sarebbe stato risolto in un batter d’occhio!
E molte contrade a noi familiari hanno origine dal nome berbero della
tribù di appartenenza della popolazione e relativa famiglia che
coltivava quelle terre : Crocefia da Margi Hafia , Mustejuve da Must
Yuby , Sampria da Sinbar Riah e cosi via come si può vedere
dalle piantine.
Per completezza aggiungo che il prefisso Must (il Giunta dice che si
pronuncia " mmis" e che significa "proprietà di ……..
o dei figli di ……. ") è presente in tantissimi nomi di
contrade della nostra area fino al fiume Salso .
Mustolito (Casteltermini) , Mustanzello (
Milena ) , Mustejuve Mustilicato e lo stesso Mussomeli (Mussomeli),
Mustigarufi (San Cataldo), Mustogiunto , Mustimuscaro e Musta (Caltanissetta)
. Sembrerebbe che un gruppo etnico ben preciso abbia occupato tutta la
valle che dal Platani giunge fino al Salso seguendo il corso del fiume
Salito.
Anche Montedoro aveva il suo Nadur ! …..ma
era Nadurello , un gruppo di vecchie case poste alle falde del calvario.
Calogero Messana

|
Ricevo da Lillo Paruzzo
Si è conclusa la bella estate con il matrimonio di mia figlia
Rosalisa con Angelo Bufalino e la venuta di mio fratello (Vescovo) dal
Brasile.

(Vedi articolo)
|
MIGNECO - PAPPALARDO e l'omeopatia

Da ALBERTO LODISPOTO - STORIA DELLA
OMEOPATIA IN ITALIA (pag.75)
Le condotte e le farmacie omeopatiche
La Sicilia vanta anche l’istituzione ufficiale di due condotte
omeopatiche: la prima fu quella del Comune di Montedoro istituita nel
1862, ed affidata al Dottor Michele Pappalardo. Secondo le cronache del
tempo il successo fu tale che, data la generale conversione alla
Omeopatia di tutti i cittadini del Comune, si sentì il bisogno, nel 1886,
di chiamare un secondo medico omeopatico, il Dottor Sebastiano Storaci.
Il Comune di Bompensiere la istituì in un secondo tempo, nel 1869.
Generalmente si afferma che la prima condotta omeopatica in Italia fu
quella del Comune di Bevagna (Umbria) nel 1869 ma, da quanto risulta
nelle riviste omeopatiche dell’epoca, la palma della priorità
spetterebbe al Comune di Montedoro con sette anni di anticipo.
(La
foto é stata concessa da Gigina Morreale, nipote del Pappalardo) |
FABRIZIO AL MARE
ALCUNE FOTO

|
Piccola
mostra


oggetti
antichi e documenti
autografi
sulle vicende minerarie del
paese
Esposizione opere di Agostino
Tulumello
Casa
Messana
via Cavour 52
Se vi saranno le condizioni si
leggeranno e commenteranno alcuni dei documenti assieme a gruppi di
visitatori interessati
Apertura dal 30 Luglio al 15 Agosto
dalle 21.30
|
INCREDIBILE e STREPITOSA VITTORIA di
GIULIANO PISAPIA
SINDACO DI MILANO


|

Papà a Nisida (NA)
aeronautica
Miniera Gibellini 1954
(incontra il famoso trasvolatore
da Sx in piedi: Giuseppe Marinaro, Pietro Piccillo,
De Pinedo)
Giovanni Morreale, zzi' Simuni Randazzo,
da Sx seduti: Guarneri, Pietro Messana
|
IL PRIMO "APPUNTAMENTO"

Fabrizio, 18 mesi, alla cuginetta
Sofia:
"Domani facciamo una bella passeggiata al sole!"
|
Le
poesie di NICOLO' FERLISI
Mi sono tornati alla mente i
momenti passati nelle "botteghe d'arte" di lu zi
Ciccu e Tanu Alfanu, o in quella di lu Zi Ciccinu e Giuvanninu o ancora
in
quella di Caluzzu Paci, quando in certe giornate invernali non avendo
altre
cose da fare ci si attardava al solo scopo di passare il tempo e si
imparava
l'arte delle furbizie ( la velocità di pensiero che doveva prevenire
un'eventuale
presa per il culo). Gli adulti in questo modo saggiavano la perspicacia
dei poco
più che adolescenti traendo da ciò un metro di valutazione che
definiva il carattere dell'uomo che sarebbe diventato: da qui ho
immaginato la scena che
ho ambientato in un angolo della nostra piazza.
|
UN CALOROSO AUGURIO DI BUONE
FESTE

|
LLA SENIA
di "Murialìaddru" a la Cuba
vedi filmato
Un povero asino bendato girava
intorno ad un palo: un ingranaggio faceva girare una ruota a cui erano
attaccati dei recipienti (catu) che pescando l'acqua dal fondo del pozzo
la riversavano in una grande vasca.
Ho realizzato un modellino fedele che rende bene l'idea del meccanismo
originale.
|
ADDITA LA
LUNA

La cerca nel cielo di sera
la testa rivolta all’insù
verso tetti e camini,
pretende compaia al mattino
appena fuori in giardino,
sia limpido il cielo
o incupito da pioggia e grigiore,
continua a implorarla e cercarla
per nulla scorato e abbattuto.
"Luna!", implora, guardando nel cielo
esigendo risposta da me.
"La luna dorme a quest’ora,
è andata a fare la nanna e dopo ritorna".
Ma se la vede, ah! s’illumina tutto,
addita la luna con grande stupore
volgendo lo sguardo alla candida palla;
commossi i suoi occhi
sembran perle che ha bagnate rugiada
in un freddo mattino d’aprile;
le sue guance a sorriso dilatano il volto estasiato,
che sia falce o rotonda,
che risplenda di luce di sera
o che timida appaia al mattino
sopraffatta dal sole nascente
che presto la mette a riposo.
E batte le mani, le allunga a volerla afferrare,
si agita tutto, compiaciuto sorride,
e vorrebbe star lì col nasino all’insù
a svelare l’arcano che in cielo perdura da sempre.
Ha solo quattordici mesi, Fabrizio!
Il nonno Federico
|
Ultimi
aggiornamenti su: BALATAZZA
La masseria Balatazza nel 1600
La ferrovia di Montedoro |
NUOVE POESIE DI
NICOLO' FERLISI
|
CONSIGLIA TULUMELLO,
la
"nonnina" di Montedoro,
compie 100 anni

|
Sabato, 23 ottobre, é avvenuta la
premiazione del
1^ Concorso Nazionale
Alda Merini - Guido Bertuzzi
presso "La Famiglia Artistica Milanese", Circolo
Culturale I Navigli, a Milano, alla presenza delle due figlie della
Merini.
Con grande soddisfazione sono stato
selezionato tra i numerosissimi concorrenti che hanno partecipato
all'importante manifestazione. Ogni concorrente era abbinato ad un
pittore che ha realizzato un quadro, esposto insieme alla poesia
collegata.
La manifestazione é stata rallegrata dalla
recita di poesie della Merini da parte di Giovanni Nuti, suo cantore,
accompagnato da un'orchestra.
|
Quando
le persone care se ne vanno le fotografie ci rimandano, assieme al
ricordo che resta di loro, a momenti di spensieratezza. Tra le foto di
famiglia ho recuperato questa. Si tratta di una schiticchiata nella
Putìa di lu zzi Nofriu Guarnieri. Era il 2 Marzo 1957. La data,
scritta nel retro della foto da mio papà stesso, potrebbe far pensare
che l’occasione fosse stato il suo 34° compleanno che compiva
proprio quel giorno. E il fatto che fosse a capotavola potrebbe
confermare questa supposizione. Ma il resto della scritta, oltre a
quanto mi raccontava papà, dice che nel gruppo c’era anche parte
della maestranza incaricata di montare il famoso forno “Roma” a
Gibellini. Tra le persone presenti nella foto c’erano anche
racalmutesi.
Si possono
riconoscere:
A capotavola: mio padre; a dx, per chi guarda la foto, potrei essere
io o mio fratello Gaetano. Dietro mio papà Ustinu Duminucu, Maggiuri.
Alla sx, con in braccio l’infante, la moglie di lu zzi Nofriu
Guarnieri. L’infante potrebbe essere la nipotina Giuseppina (oggi
S.ra Piccillo). Alla sx , per chi guarda la foto, potrebbe esserci un
fratello di Caliddru Piccillo, prima di lui un cugino racalmutese di
mio papà, Luigi Taverna, prima di questo mio zio Caluzzu Marsala.
Alla dx di chi guarda la foto: Diego Galante (?) (potrebbe essere
perché erano compari con papà), prima di lui un compaesano di cui mi
sfugge il nome, che doveva abitare in Via Garibaldi/Via Alighieri (Randazzo?).
Nicolò
Falci
Nota: le vicende del "Forno Roma" si possono leggere
nel sito:
http://www.messana.org/MINIERE-MONTEDORO/le-miniere-di-montedoro.htm
|
FESTA DELL'ALBERO ANNO 1956
(foto di Calogero Pace)
 |
PRESENTAZIONE
AGGIORNAMENTO

|

La Baronessa Lucrezia De Domizio Durini in visita
a Montedoro,
nella casa dell'artista Tulumello Agostino mentre visiona i rotoli
dedicati alla nozione Tempo
|
MONTEDORO - Marzo 1955
- Festa di
fidanzamento
 |
Foto
della Mostra di Pittura di Vincenzo Ingrascì, Rosa Maria Taffaro e
Sebastiana Vitello, in Piazza Europa dal 30 luglio al 5 agosto promossa
dalla Pro loco. Lillo Paruzzo



|
AGLI
AMICI POETI
In quel di Montedoro, a luci accese,
stanno gli amici miei a poetare,
a raccontar le glorie del Paese
e tutti i loro versi a recitare.
Scritti in un libro e ai pronipoti dato
stanno tanti ricordi, storie e amori,
in lingua ed in dialetto declinato
per meglio tramandare i propri ardori.
Io me ne sto solingo qui a Milano
all’ombra delle guglie e dei merletti
che adornano il tempio, e parmi strano
lasciar cotanti amici soli soletti.
Se in mano palpita a Milano il cuore
sul Monte Ottavio il mio volando sbatte,
e in quella sala aleggia in queste ore
che attenta ascolta e poi le mani batte.
Vedo la poetessa amica mia,
di onori piena e gloria in ogni dove,
mostrare i suoi bei quadri in poesia,
che tutta l’anima aprono ed il core.
Sento di Falci ogni sua avventura
che a "spirlicchiu" giocava ancor bambino,
e l’altro Nicolò che i mali cura
in lingua ci racconta il suo "becchino".
Di Lina ascolto i suoi versi d’amore
la "follia" ed il "tempo" e
"primavera",
e di sua mamma ammiro il grande ardore
raccontar la "vaneddra" sì com’era.
Il nipotino assiso stringe la mano
ed ascolta le mie storie e "La mia terra":
sperando che un bel dì senta il richiamo
del profumo che l’avo in cuor rinserra.
Plauso a Paruzzo che autore è stato
della raccolta, promotore e anello:
sicuri che del tempo ormai passato
andrà orgoglioso in nostro Paesello.
Federico Messana
|

Il pittore
montedorese Agostino Tulumello con la Baronessa Lucrezia De Domizio
Durini, mecenate dell'arte contemporanea, personaggio
interessante,anche nel mondo letterario.
|

FABRIZIO ..........cresce !! |

Foto avuta da Lillo Paruzzo |

Il battesimo di FABRIZIO
|
DEDICA DEL MUSEO DELLE MINIERE ALLO SCRITTORE ANGELO PETIX
Alcune foto scattate in occasione della dedica del
Museo delle miniere allo scrittore Angelo Petix. Sono
intervenuti il Sindaco Federico Messana che ha motivato la
scelta , già avvenuta diversi anni addietro e che
solo adesso ne vede l'ufficializzazione, la figlia che ha
ricordato la figura di Petix con diversi episodi familiari del
periodo legato alla Resistenza nel Cuneese e l'incontro
con la famiglia della futura moglie. Hanno ricordato la figura del
Petix il Prof. Giovanni Milazzo ed il critico letterario Dott. Ferlita,
impegnato nella "riscoperta" di molti autori
"minori" del panorama letterario siciliano del dopoguerra.

Interessante
recensione di Gaspare Agnello su "La miniera occupata"
di Angelo Petix
|

Il piccolo
"dittatore" |

MARIA SALAMONE declama le sue poesie nel Principato di Monaco
|
A MONTECARLO LA LINGUA ITALIANA E' REGINA
Quest’anno, nel Principato di Monaco, l’italianità è stata
degnamente celebrata. Ricorreva infatti, ovunque, la
"settimana della lingua italiana nel mondo." La
manifestazione, giunta alla sua IX edizione, è stata occasione,
per le molteplici associazioni presenti sul territorio monegasco,
di organizzare differenti attività dedicate all’Italia e alla
lingua di Dante, riscuotendo tutte notevoli consensi.
Ad iniziare dall’Associazione
Monaco-Italie che, reduce del successo della bella iniziativa a
scopo benefico organizzata a bordo della Silver Sea, partner dell’evento,
per raccogliere fondi destinati ad un ambulatorio infantile di
S.Gregorio, in provincia dell’Aquila ( raccolti ben 85.000 euro
di cui 50.000 provenienti dal governo monegasco) è riuscita ad
invitare, nel pomeriggio del lunedi’ 19 ottobre, la poetessa
italo-francese Maria Salamone. Declamate diverse poesie scritte ed
interpretate dalla stessa Salamone che, di fronte agli studenti
delle ultima classe del liceo Albert I di Monaco, non ha nascosto
emozioni intense e a volte commuoventi, condividendo cosi’
pensieri e sentimenti scritti con un italiano di esemplare
linearità. Un dono, quello della Salamone che poetessa lo è nell’animo
ma anche per passione e per mestiere, scegliendo di vivere in rime
la sua vita dai ricchi ricordi legati alla sua bella Sicilia, di
cui vanta i natali.
|
|
FOTO D'EPOCA di NICOLO' FALCI

Nonna Turidda, zza Cuncetta e Peppi
Rizzo
retro della foto |

Link per leggere il
testo originale inglese di
Louise Hamilton Caico
|
MONTEDORO IERI ed OGGI

Proponiamo una serie di
immagini attuali di Montedoro per confrontarle cogli scatti fatti cento
anni addietro da Louise Hamilton
Caico, presentate nel suo libro "Sicilian ways and days",
edito nel 1910. Sarebbe interessante aggiungere anche fotografie
antecedenti o posteriori a quelle della Caico, in modo d'avere una
visione completa delle modifiche avvenute al panorama cittadino.
info@messana.org
Fare clic col mouse sulla Chiesa per accedere alle pagine
|
NUOVE POESIE di NICOLO' FERLISI

-
L'urticìaddru di la veniddruzza
- Etlista sobrio militante
- Per Grazia-Rosa
|

(Anche a un picconiere può venire una buona
idea...... Luisa Caico)

Don
Eugenio sui figli ancora piccoli: Lina
(la buona), Giulia (la
ribelle), Federico
(il vivace), Letizia
(la pasticiona -castagnara bella)
Alcuni domicili dei Caico:
Palermo C.so
Pisani
Palermo Via
Mazzini
Palermo Via
Isidoro Carini,62
Palermo Via
Gargallo,4
Palermo Via
Cassaretti
Caltanissetta Grand Hotel "Concordia" - Villa Mazzone

A volte dimenticavano dove si trovavano:
|

FABRIZIO "il pianista"
|
Due bellissime foto d'epoca
di PINA BUCCOLERI

Altare in Via
Trovatore 1949
3^ elementare anno 1952
in occasione del Corpus Domini
|

A
TUTTI UN CARISSIMO AUGURIO DI
BUONE FESTE
|
AUGURONI AD ELISA
FALCI, figlia del nostro
amico Nicolò,
che oggi si é laureata in: SCIENZE DEI
BENI CULTURALI

|
Nuova poesia di Nicolò Falci
L'AQUILUNI
La poesia descrive fatti reali. Lo zio di mio papà, Gaetano Alfano,
fratello di lu zzì Ciccu (entrambi calzolai) e di mia nonna Calù, per
fare divertire noi nipoti (io, Tanino, Alessandro, Pierina, Lillina;
Totò era ancora troppo piccolo) ci portava "a li serri" dove
facevamo volare un aquilone che lui aveva costruito con carta lucida e
canne di bambù. A far da sfondo era il paesaggio con Gibellini e più
oltre la collina dietro cui sorge Racalmuto. Tutto giallo, d’estate,
se non bruciato. Ma il colore del cielo, che nel tardo pomeriggio (quannu
lu suli tanticchia ammansiva) passava dall’azzurro intenso all’arancione,
fino al rosso del tramonto resta un’immagine visiva che il tempo non
è mai riuscito a cancellare dalla mia memoria e, penso, di quanti hanno
assistito, almeno una volta, a quello spettacolo.
Nicolò
La foto del
tramonto, vista dalla "serra" di Montedoro è opera del nostro
compaesano americano,
l’artista fotografo Peter Mantione.
|
MONTEDORO
I RADIOAMATORI
ALL’OSSERVATORIO DI MONTE OTTAVIO

|

AUGURONI AI
NEO-LAUREATI
PIETRO
MESSANA
MARTA MESSANA
"Ingegneria delle telecomunicazioni"
"Scienze della Comunicazione" |
Oggi, 7 ottobre 2009 abbiamo "scoperto" che
LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI
e che
TUTTI SIAMO SOGGETTI ALLA LEGGE
anche RE, PUPI,NANI e PSICONANI
|
Oggetto: Un primo successo! Sospesi i lavori per la realizzazione
dell'impianto eolico sul Castelluccio!
Il Tar di Palermo ha accolto il ricorso presentato dal Comune di
Montedoro avverso la realizzazione dell' impianto eolico sul
Castelluccio. Il ricorso è stato motivato dal fatto che,
quell’impianto eolico, pur ricadendo nel territorio di Racalmuto, è
vicino al centro abitato di Montedoro.
Il sindaco Federico Messana: «Siamo molto soddisfatti perchè il
Tar ha riconosciuto quelle che sono
le nostre ragioni su questa vicenda».
«Il Tar - ha precisato Messana - nell’accogliere il nostro
ricorso, ha fatto rilevare come Montedoro, dati alla
mano, sia un comune a forte vocazione turistica; lo dimostrano le
presenze turistiche che ogni
anno si registrano nel nostro paese, ma anche le strutture ricettive che
esistono e che stanno nascendo;
insomma - ha ribadito il sindaco - è passato il concetto in base al
quale, con la realizzazione
di un impianto eolico con pale alte 150 metri e rumorose quanto mai, la
bellezza del paesaggio sarebbe
venuta meno compromettendo anche la vocazione turistica del territorio».
A questo punto, in attesa del presumibile ricorso al Cga da parte della
società costruttrice e
del comune di Racalmuto, le sorti di questa controversa vicenda sembrano
pendere dalla
parte del comune di Montedoro. Il quale, contro la realizzazione di tale
impianto, promosse una
petizione popolare che fece registrare un’adesione record da parte
della sua cittadinanza che si
pronunciò per la quiete e la bellezza del suo paesaggio, piuttosto che
per un impianto eolico
ritenuto, oltre che rumoroso ed ingombrante, anche dannoso sul piano
dell’impatto ambientale.
CARMELO LOCURTO
(La Sicilia VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009)
|
FILM PORNOGRAFICO IN UNA PANETTERIA
Nicolas et
Céline refusent que leur boulangerie devienne un point chaud / Photo
Laurence Loison
Des films
pornographiques ont été tournés dans une boulangerie de Pusignan.
Embarrassant pour les nouveaux propriétaires, qui aimeraient une
publicité moins... croustillante.
Pusignan : sa place,
ses commerces et... ses films X : c'est la mauvaise blague de l'année
pour Céline et Nicolas, qui ont repris le 1er avril (!) la boulangerie
située sur la place de ce village de 3000 habitants. " Quand ma
vendeuse m'a dit que des films pornos avaient été tournés dans la
boulangerie et que des DVD circulaient dans le village, j'ai cru à un
canular ", raconte Céline. Mais en pianotant sur internet, le
jeune couple en reste sur les fesses : il découvre les chaudes
aventures de " Lætitia, la boulangère de choc ". C'est un
film pornographique tourné, semble-t-il, par des amateurs. Et on
reconnaît très bien l'enseigne extérieure de leur boulangerie. "
Pas l'intérieur, parce qu'on a tout refait quand on a repris la
boutique ", précise Céline. A leur connaissance, deux films de 90
minutes existent, et sont vendus en DVD ou sur internet. Avec comme
sous-titre " Une libertine à disposition : il n'en laissera pas
une miette ", les films mettent en scène une jeune femme dans
toutes les pièces de la boulangerie et dans toutes les positions, avec
différents partenaires agités de la baguette. Ils auraient été
diffusés sur la chaîne pour adultes " Frissons extrêmes "
La situation prête à sourire, et le jeune
couple ne s'en prive pas, mais elle est également très embarrassante
pour eux, et leur commerce. " On s'est tout de suite demandé 'Que
vont dire nos clients?' Quand on en parle, ça amuse. Mais beaucoup sont
choqués. Notre avocat a hurlé de rire, avant de dire qu'on ne pouvait
rien faire ", affirment-ils.
L'affaire fait petit à petit le tour du
village. Les boulangers ont décidé d'en parler au Progrès
quand des gamins de quatorze ans sont rentrés dans la boutique pour
demander en ricanant : "C'est ici que vous tournez des pornos?"
"Nous avons questionné quelques
commerçants, et ils étaient au courant. Nous voulons faire savoir à
tout le monde que nous n'avons rien à voir avec ces films, qui ont
été tournés avant notre arrivée ", affirment-ils.
En face, sur le café de la place, Ludo, le patron, sourit : "Quand
la boulangère est venue me voir, je n'ai pas voulu l'alarmer, mais ça
cause beaucoup. Tout le monde en parle. Les gens en rigolent, mais ça
peut choquer les anciens ", affirme-t-il, en lançant à la
cantonade sur la terrasse : "Qui connaît le film de la boulangère?"
Sur une table un peu plus loin, quatre grands gaillards sourient d'un
air entendu. " C'est quand même taré cette histoire!"
Agostino
Alfano (Carmelu Burrusu)
|
LI JITA DI LA MANU

Eranu uri ca stav’assittatu,
ed aspittava d’essiri chiamatu,
intra ddra stanza ca già era un furnu
e mai arrivava lu ma turnu.
Nirbusu dissi allura a lu ‘mpiegatu:
"chi t’a pagari, p’essiri chiamatu,
ca genti c’arrivà doppu di mia
adenzia appi ed è già via via?"
M’arrispunnì ddru serbu di
patruni
-ca cci l’avissi datu c’un mastuni-
"Ci sunnu cincu jita ni la manu,
quarcunu è gruassu, quarchi antru è nanu".
La girarchìa mi fici di li jita,
ddra facci ca parìa lumìa purrita,
e forsi si sintì omu putenti
ddru nuddru ch’era ammiscatu a nenti.
Nicolò Falci |
A FABRIZIO TANCREDI
La guancia adagiata sulle piccole mani
riposa Fabrizio, venuto alla luce da giorni.
Dormiva tranquillo e beato
nella pancia di mamma,
ed a nascere manco pensava;
cullato nei sogni, ascoltava
del cuore materno il lento sospiro.
Adesso, è tornato a sognare,
adagiato nella culla del nonno,
le braccia distese in un volo infinito,
gli occhi socchiusi,
le palpebre in un fremito di ali sospese nel nulla.
Lontano, lontano dal mondo,
in un cielo striato da nubi sottili e gentili,
su valli e colline abitate da fate turchine.
Nei miei occhi ho il suo viso stampato,
le mie mani protese alle sue,
delicate e leggere,
in una dolce e tenera carezza,
tra infiniti dolci sguardi amorosi.
Signore, ondeggia cullato da una timida
brezza,
e noi, mille e più mila soldati,
onorando il suo nome regale,
scrutando ogni minima mossa
ci muoviamo al suo cenno in concerto.
Continua a sognare, piccolo e tenero
cuore:
presto il mandorlo sarà adornato di candidi fiori
ed allora giocheremo insieme.
|
FABRIZIO E LA NACA

E sbatti di ccà, e sbatti di ddà,
sta naca ca vola 'mpazziri lu fa,
Fabriziu bìaddru ca sùannu nun voli
ma la so' mamma cci teni di cori.
Tirannu la corda la naca camina
lassànnula iri ritorna ‘nni prima,
tirannula ancora ti pari vulari
ormai è un piaciri vidìrla annacari.
La mamma canta la ninna e la nanna
pi dari sùannu a ‘sta picciula arma,
ma ‘stu Fabriziu si senti annacatu
e ridi di cori, cuntentu e priatu.
Dda musca ca vola vicinu a la naca
'ncuièta e distrai l'armuzza biata,
lu tocca e tiddìca facìannu dispìatto
pùa vola e firrìa vicinu a lu lìattu.
Cuntinua a tirari la corda la mamma
e dici cuntenta cantannu la nanna:
"Addolalò, addolaledda,
lu lupu si mancià la picuredda!".
Lu piccirìddu già dormi e riposa,
chiuiùti l’ùacchi assumiglia a ‘na rosa.
La mamma allura rallenta la cursa:
ferma è la naca, e Fabriziu già russa.
|
E' NATO FABRIZIO ROSSI-MESSANA
Il 26 agosto Maria Elena ha dato alla luce un bel
bimbo
Il nome imposto é FABRIZIO TANCREDI
Vedi
foto
|
IL SOMMACCO SICILIANO
|
CALIDDU E FEDERICU
MESSANA facevano gli "ortopedici"!
Alla pagina 219 del LIBRO MASTRO si legge:
1^
aprile 1903 Mammano Angelo - ci abbiamo riparato la
gamba - Lire 4
La solita annotazione "misteriosa" da decifrare. Si fosse
trattato di una gamba di tavolino, si sarebbero rivolti ai Marranca,
esperti falegnami. Di che gamba si tratta, allora?
Indagando abbiamo scoperto che Angelo Mammano (Mastrangilu), il padre di Sebastiano
che tutti ricordiamo per il negozio in fondo a Via Cavour, era detto
"lu tùartu" (lo storpio): poiché gli mancava una gamba.
Avevano quindi provveduto a riparare i meccanismi dell'articolazione di
quella povera gamba di legno!
|
La
Sede Siciliantica di Racalmuto invita a visitare il monte Castelluccio
prima della collocazione dei mostruosi pali eolici che lo deturperanno.
Pertanto Gibillina, il Castelluccio Svevo di Racalmuto , sarà aperto
gratuitamente tutti i sabato e domenica di luglio ed agosto dalle 18
alle 22

|
PER CHI VUOLE INTENDERE...........!
"Assistiamo - lamenta il segretario della Cei - ad un disprezzo
esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà,
autocontrollo e allo sfoggio di un "Assistiamo - lamenta il segretario della Cei - ad un disprezzo
esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà,
autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio
gaio e irresponsabile che invera la
parola lussuria salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima
tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo
politico, economico o di altro genere".
Secondo monsignor
Crociata, con un riferimento che appare in tutta evidenza diretto alle
polemiche degli ultimi mesi che hanno coinvolto il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, "nessuno deve pensare che in questo
campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari
privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità
grida vendetta al cospetto di Dio. Dobbiamo interrogarci tutti sul
danno causato e sulle conseguenze prodotte dall'aver tolto l'innocenza
a intere nuove generazioni. E innocenza vuol dire diritto a entrare
nella vita con la gradualità che la maturazione umana verso una vita
buona richiede senza dover subire e conoscere anzitempo la malizia e
la malvagità. Per questa via - osserva il presule - non c'è
liberazione, come da qualcuno si va blaterando, ma solo
schiavizzazione da cui diventa ancora più difficile
emanciparsi".
In proposito, mons. Crociata ha
citato anche quanto detto di recente dal presidente della Cei, card.
Angelo Bagnasco: 'Le responsabilità sono di ciascuno ma conosciamo
l'influsso che la cultura diffusa, gli stili di vita, i comportamenti
conclamati hanno sul modo di pensare e di agire di tutti, in
particolare dei più giovani che hanno diritto
di vedersi presentare ideali alti e nobili, come di vedere modelli di
comportamento coerenti".
(da La Repubblica 6
luglio 2009
)
Il gaio impenitente
( click per leggere)
|
Poesia di LUCA DEVIZZI,
10 anni, 5^ elementare
L'INSIPIENZA DELL'UOMO
Forse un giorno l'uomo
scomparirà,
scomparirà la sua crudeltà e la sua
sapienza.
Le sue
opere verranno inghiottite dalla natura
che non sarà più sottomessa,
gli animali vivranno in libertà e
torneranno selvatici,
come era all'inizio.
Forse di
quell'animale che aveva comandato il mondo
non rimarranno che pilastri di
cemento
ed il brutto ricordo dei danni che
inflisse alla Terra.
Luca Devizzi
(Luca é figlio di Cristiano e di Katia
Duminuco,
amante dell'archeologia e promettente poeta)
|
HANNO
DISTRUTTO IL "VECCHIO" MONTEDORO

Ciò che restava di "AL-MINZAR", il vecchio "casalinu" a Pupiddu
AL MINZAR E’ MONTEDORO
di Calogero Messana
|
MONTEDORO - PROGRAMMA PER I FESTEGGIAMENTI DI
SAN GIUSEPPE
(Lillo Vella - Enzo Zaccaria - Angelo Morreale)
31 Luglio - 7 Agosto 2009

|
Calogero Messana lascia l'ENEL dopo 33/anni

|
Mino
Rovella da Lucca, ex compagno d'armi di Nicolò Falci, ci racconta
questa "Storia Vera"
che ha per protagonisti il farmacista Dott. Francesco Messana ed il dott.
Salvatore Rovella, padre di Mino
Salvatore
Rovella ed il figlio
Mino
Francesco Messana e Salvatore
|
A
SOFIA
Era attesa con ansia, Sofia,
da quella birba sorella che é Sara.
Accarezzava il pancione di mamma
e parlava, con aria curiosa e intrigante,
ascoltando i flebili battiti del piccolo cuore.
"La mia sorellina la voglio
chiamare Sofia!",
sentenziò sicura e decisa,
sollevando da ambasce e fatiche
chi quel nome doveva cercare.
E venne alla luce un visino
che a piccola fata assomiglia,
di colore vermiglio le gote
la boccuccia un piccolo fiore.
Sofia dorme tranquilla e beata
ignorando gli amici e i parenti;
intorno al capo le mani arcuate
sogna un mondo abitato da fate.
Ogni tanto si sveglia, e gli occhioni
svela a quanti la stanno osservando;
un sorriso pervade il suo volto
poi ritorna tranquilla a sognare.
|

Quando è l’ora di fare la pappa,
puntuale la senti frignare;
corre Sara, che a suo modo la calma,
e le stampa un bacione sul viso.
La solleva come fosse un ranocchio
per portarla al seno di mamma;
timorosa questa accorre in aiuto
ed al petto le stringe amorosa.
Zio Fé
|
Dal "LIBRO MASTRO" di Caliddu e Federico
Messana
1891 - 1908


|
LA TESI di ANTONELLA CUTRONA
LA TERRA CHIAMA
Analisi di una realtà italiana a Lione

|
Calogero Messana
VIABILITA' NEL VALLONE
|
|
E' nata SOFIA TANZI BALCONE

Oggi,
per la felicità di Sara, é nata la sorellina SOFIA.
Auguri alla mamma Rosangela Marranca, ed ai nonni Gina e Paolo.
|
|
CIRCOLO dei MONTEDORESI di MILANO e DINTORNI
Abbiamo in animo, io, Nicolò e Pippo di
"creare" un circolo che possa riunire di tanto in tanto i
Montedoresi sparsi per Milano e dintorni.
Negli anni passati sono stati fatti alcuni
tentativi (con il.buon Paolo Augello che purtroppo ci ha lasciati),
ma con esiti negativi. Nella speranza di essere più fortunati che nel
passato, chiediamo a quanti siano interessati di lasciare il loro
nominativo per essere contattati.
Sarebbe bello ed interessante poterci riunire per raccontare la nostre
storie, sentire un po' di musica, leggere poesie e racconti che evocano
le nostre non dimenticate ed indimenticabili contrade.
Gli indirizzi e-mail sono in alto in questa pagina.
Federico
|

Storica postazione del napoletano Salvatore
Capasso,
venditore di fiori in Piazzale Libia a Milano, da 37 anni
|
Monumento ai caduti
1915-18,
in Via Tiraboschi a Milano |
A casa di Nicolò Falci in occasione del passaggio
per Milano di Calogero Pace

|
LE POESIE DI MARIA SALAMONE
Articoli apparsi su giornali francesi che testimoniano il grande
successo dell'esposizione di poesie a Nizza il 6 marzo presso il centro
Culturale di Fabron

|
Maestro: Angelo Mammano
Classe
seconda elementare A.S. 1963/64
(foto Totò Scalia)
 |
LA VITA E LA MORTE
di Federico Messana
 |
Mille
Agavi, tradotta in francese dalla
poetessa
MARIA SALAMONE

|
|
UN TRISTE FATTO DI ORDINARIA DEMENZA
MINACCE AL SINDACO di MONTEDORO

POVIRU
MUNTIDORU
Povira terra di lu ma’
paisi,
ca mi cridìa cchiù onestu addivintatu!
Chianci la genti ca si senti offisa,
pi un bruttu fattu ca parìa scurdatu.
Chiancinu l’onesti a Muntidoru,
scatta lu cori pi ‘na vigliaccata
di quarchi babbu ca si senti spertu
ma di babbìa abbunna, chistu è certu.
Manna signali, mancu fussi indianu,
cu’ bammula e cartucci comu richiamu,
pi diri ca si senti lu cchiù forti
e ca ni pensa cìantu, jùarnu e notti.
Malandrinu si senti, chista è la scusa,
forsi porta lu tascu a la mafiusa,
di villutu ‘na giacca, e a testa ‘anta
porta la vara ni la simana santa.
Si fussi omu e non quaquaraquà,
putissi addumannari senza pritisi,
comu fannu l’onesti e sunnu assa’,
senza essiri babbi e mancu offisi.
E’ ura di finirla, sìanti a mìa,
ritorna a la raggiuni e a la mimoria:
ssì vigliaccati un su’ cosa pi ttìa.
Sulu l’onesti stannu intra la storia.
Federico
|
LA COMMOVENTE BIOGRAFIA
DI BARACK OBAMA
|
LA NACA

|
Abbiamo il piacere di ospitare, in questo sito, le
poesie di un nostro compaesano, il
Dott. Nicolò Ferlisi
Medico a Montedoro e dintorni, ha conservato nel
"solito" cassetto le sue composizioni che ora vengono alla
luce grazie alle insistenze di Nicolò. Sono sensazioni personali ed
esperienze di vita che consiglio di leggere con attenzione.
POESIE
|

Ceci n’est
pas une pipe (opera di Magritte)

Ceci n’est pas un president (opera
… dei pupi)
(Nicolò) |
I
TRENI di PIETRO LAURICELLA
|
DON DUVICU TULUMELLO
Poesia di Nicolò Falci sulla giumenta "Pataffia"

Negli anni trenta del novecento Don
Duvicu Tulumello fu uno dei
protagonisti più attivi della vita politica di Montedoro
(vedi).
Furono anni irrequieti poiché all'interno dello stesso partito fascista
scoppiarono lotte per la supremazia politica e la gestione del piccolo
comune.
All'epoca la situazione era questa:
Salvatore Messana
Comandante della 9^ Centuria
Luigi Guarino
Segretario Politico
Pappalardo Giosuè, Caico Eugenio, Salvo Giuseppe (capurali)
Membri Direttorio Fascista di Montedoro
Tulumello Ludovico
Potestà
Tulumello Ignazio
(oltraggiò il Guarino per difendere Don Duvicu, e
fu
condannato a quattro mesi di carcere)
Angelo Fiocchi, figlio dell'Ing.
Giacomo membro
Federale
Scoppiò una lotta feroce tra don Duvicu Tulumello (Podestà) e Luigi
Guarino (segretario politico del fascio). Per sedarla dovettero
intervenire a più riprese i "capi" da Caltanissetta.
Tutti contro tutti, al punto che i "federali" si fidavano più
dei Carabinieri che della struttura del partito fascista. La piccola
Montedoro teneva in scacco l'intera Provincia.
|
AGOSTINO TULUMELLO
IL MAESTRO
"DISPENSATORE" DI ARMONIA ED ALLEGRIA

|
MONTEDORO ALTAMENTE
MILITARIZZATA
|
INCONTRO A NIZZA CON
LE
POESIE DI MARIA SALAMONE
 |

Località Calvario - 1960 |

Montedoro 24 marzo 1933
Il maestro Salvatore Messana
e la sua 4^ classe
(leggi
didascalia) |
La nostra carissima amica
MARINELLA
FIUME
ha pubblicato un suo nuovo
libro:
CELESTE
AIDA
una storia siciliana
|
 |
| Nuova
poesia di Nicolò
(Altri tempi quando gli angeli ti
svolazzavano intorno e dovevi stare attento a ciò che facevi. Ora, come
dice Nicolò con la sua fervida fantasia, gli angeli sono volati via e
non hai più timore neanche dei diavoli!).

PASSA L’ANCILU E ARRIASTI
ACCUSSI’ |

Calogero
Messana (pipinu)
Giuseppina Montagna (pipina) |

Sciandra Calogera (nonna)
Montagna Maria (bisnonna)
Sciandra Calogero (America) |

Messana
Federico (nonno)
Montana Calogera (nonna) |

Spitaleri Giovanni
Messana Giuseppina
|
MILLE AGAVI
Mille agavi vorrei piantare
sulla "collina della vergogna", a Gaza;
un'agave per ogni vita spezzata,
mille per ogni piccolo eroe innocente
caduto sotto la vile mitraglia.
Vorrei piantare un'agave
per ogni pallottola impressa sui muri di casa,
una per ogni colpo di vigliacco cannone,
una per ogni gamba spezzata,
cento, mille per ogni lacrima di terrore
che ancora bagna i piccoli visi infantili.
Vorrei piantare un'agave
per ogni donna disperata,
per ogni casa abbattuta,
per ogni pianta divelta con sadico ardore;
|
un'agave per ogni padre che ancora
compone i brandelli dei piccoli figli.
Non mille croci
vorrei piantare sulla collina della vergogna,
ma mille e più mila agavi verdi
dalle generose radici e dai lunghi pungiglioni,
a difesa di quella collina
che ancora alita di morte e vergogna.
Ma che tutti, presto, potranno additare
come la collina della speranza.
Federico
|

Le poesie di
MARIA SALAMONE
articolo pubblicato sul
periodico "l'Alfiere" di Firenze
|

L'ITALIANO
da.... ridere o
da.... piangere!
|

Inviata da Pietro Galante, da Buffalo
(da sinistra) Calogero Montagna, Giuseppe Mendola, Giovanni
Mendola, Pietro Galante, Pietro Marranca, e Angelo Mantione di la ‘zza
Narda (venditore di "cannola")
|

(da Lillo Marranca)
5^ elementare 1956
|
I SOGNI DI ISSAH
Ha gli occhi atterriti, il
piccolo Issah,
e trema, trema di paura,
cedono le tenere gambe,
un sussulto e cade,
un fucile puntato alla nuca di Assam,
padre di otto piccoli figli.
Guardano in alto gli occhi del piccolo Issah,
caduto sotto un frondoso limone,
e scorge i penduli frutti giallastri e lucenti
oscillare nel vuoto,
sospesi a invisibili fili
tenuti da mano fantasma.
Una volta era un gioco contarli,
una gara coi piccoli amici
felici tra nenie e risate infantili,
saltare sui rami a rincorrere un grillo
che a quel gioco sembrava giocare,
come nonno e irrequieto bambino.
Adesso li vede cadere dal cielo,
li sente con fischio stridente,
uno scoppio, un fragore assordante,
il cielo si oscura di schegge impazzite.
E poi un altro, un altro ancora
più forte del primo,
un rumore di vetri in frantumi,
uno sbattere di porte divelte,
una pioggia di polvere e sassi.
Sobbalza le mani sul volto,
urla, chiede pietà, implora,
il piccolo cuore lo soffoca in gola.
Una lacrima bagna la tenera gota,
mentre un lume a petrolio
rischiara la misera stanza
e la mano gentile che placa
le angosce del piccolo Issah.
|
LA COLLINA DELLA VERGOGNA
In trentacinque morirono sulla collina Hai el-Zaitun,
la collina delle olive,
diventata "la collina della vergogna".
La famiglia Samuni viveva su quella collina,
pochi edifici, olivi, anatre, galline
ed una piccola moschea.
Spararono granate contro la casa,
Samuni e suo figlio Ahmed di quattro anni
furono ammazzati con una pallottola in fronte,
a sangue freddo e senza motivo,
innocenti, le mani alzate in segno di resa,
sventolando ritagli di lenzuola bianche.
Poi, ridendo, quei porci, mitragliarono,
uccisero un neonato, diedero fuoco ai materassi,
rubarono soldi ed oggetti d'oro,
lasciando tra il sangue i pochi sopravvissuti feriti,
grondanti sangue e lamenti.
Che vergogna!
Che squallido, volgare e disonorevole esercito!
Resteranno impuniti i crimini sionisti,
sicuramente peggiori di quelli nazisti?
Federico
|
LA MORTE DI ISSAH
"Issah! Figlio mio, sei
molto giovane,
sei innocente, hai conosciuto la morte dei martiri!
Allah, sia fatta la tua volontà!".
La voce di un padre disperato
alta e forte risuonava nella moschea vuota e cadente,
implorando pace per il suo bimbo,
settimo di otto figli.
Intorno una desolazione di morte,
tutto raso al suolo, un deserto di pietre fumanti,
novella Hiroshima delle bombe sioniste.
"Non piangete, non gridate!
comportatevi con dignità!
Questa è la nostra terra e qui resteremo;
Allah ci mette alla prova
e compenserà le nostre sofferenze",
disse alla moglie ed alle tre figlie superstiti,
dinanzi al corpicino maciullato,
estratto dalla cella frigorifera.
"Le gambe, dove sono le gambe del mio Issah".
Nella cella adiacente, due gambe, una testa, due braccia
attendevano che fossero composte in un corpo.
Non una lacrima dagli occhi
nascosti da feritoie di stoffa,
non un lamento dalle bocche nascoste dal niqab
delle donne di Issah.
Issah, un bimbo di dodici anni,
lineamenti di non comune bellezza,
mitragliato mentre cercava legna da ardere
nel vicino aranceto,
venne avvolto in un bianco sudario
e tumulato nel cimitero di Rafah,
il cimitero dei martiri palestinesi.
Martire della bieca e bestiale violenza sionista.
|

Dopo il bombardamento sionista a Gaza ..................... |
E' GIUSTO?
 |
COSI' FANNO TUTTI I CRIMINALI .....
Prima pregano sui carri armati.....
poi sparano su scuole,
moschee, vecchi e bambini inermi
PIU'
SBRIGATIVO DI UNA CAMERA A GAS ! VERGOGNA!

|
Montedoro - Le "vampe" di Santa Lucia - li "fanari"
e la "cuccìa"
(foto inviate da Emilio Duminuco)

 |
La
musca cavaddina
di Nicolò Falci

Bella poesia di Nicolò che si commenta da sola |
Natale
a Montedoro

“MONTEDORO
TRA SCIENZA E TERRITORIO”
ASTRONOMI
– ASTROFISICI - ASTROFILI E STUDIOSI DI STORIA, LETTERATURA E
SCIENZE NATURALI INSIEME: ALLA SCOPERTA DELLA VOLTA CELESTE E DEI
NOSTRI TERRITORI
PROGRAMMA |
Un
omaggio alla Sicilia da parte di
ARTURO FIORI (Messana)
Un
ghiornu ca lu Diu Patri era cuntentu
Lu
dutau di tutti li setti elimenti
lu pusau a mari nfaccia a lu livanti,
Sicilia lu chiamaru li genti
Ma di l’Eterno Patri è lu diamanti.
|
Le
trame dei partiti nel periodo "fascista" a Montedoro
Ci sono molti "personaggi" conosciuti !
Salvatore Messana
Comandante della 9^ Centuria
Luigi Guarino
Segretario Politico
Pappalardo Giosuè, Caico Eugenio, Salvo Giuseppe (capurali)
Membri Direttorio Fascista di Montedoro
Tulumello Ludovico
Potestà
Tulumello Ignazio
(oltraggiatore del Segretario Politico)
Angelo Fiocchi, figlio dell'Ing.
Giacomo membro
Federale
Aggiungo anche Amico Gabriele Mariano Giuseppe , nato a Montedoro il
22/11/1889 , figlio di Giuseppe e Valenti Maria Filomena.
Avvocato e Notaio, attivista del Partito Popolare. Fu segretario
Comunale a Montedoro fino al 1924 e nel dopoguerra fu il primo
Sindaco di Caltanissetta, meglio conosciuto come Gabriele Amico Valenti
:il Comune di Caltanissetta gli ha dedicato un'importante via della Città.
Tutti contro tutti, al punto che i "federali" si fidavano più
dei Carabinieri che della struttura del partito fascista. La piccola
Montedoro teneva in scacco l'intera Provincia
|
Omaggio alla poetessa MARIA
SALAMONE, nostra cara amica (e
paesana)
Maria Salamone mi ha mandato alcune le foto dalla di Città di
Pomigliano d'Arco, (NA) dove ha ricevuto il 29 novembre scorso, il
premio all'arte e alla cultura (il pulcinella che ha tra le mani). Ha
ben finito quest'anno 2008, con una valanga di premi: a Torino,
dove ha avuto il 4° premio (targa della regione Piemonte) dalla
"Lega Internazionale dei Diritti dell'Uomo". A Roma, dove
ha esposto nel museo della chiesa in piazza SS Apostoli, ricevendo il
diploma di Laurea Honoris Causa, dall'Accademia Internazionale Città di
Roma. A Firenze, dove ha avuto da "Il Fuligno", il secondo
premio con la poesia "Un paese chiamato Montedoro) il tema essendo:
la mia città. A Città di Pomigliano d'Arco, con il premio già citato.
Mi informa inoltre che esporraà dal 3 al 30 marzo, nell'ambito della
primavera dei poeti, presso il centro culturale di Fabron a Nizza.
COMPLIMENTI VIVISSIMI!

|
A MIA MADRE
Ave, o
madre mia,
che guidasti i miei primi passi
e della vita mi indicasti la via.
Come scorre il tempo!
A te vola ognora il mio pensiero;
a te tornano i più bei ricordi
della mia infanzia.
Ora felice per prati di fiori adornati,
ora dolcemente adombrata
per marachelle e dispetti infantili.
Le ore liete ricordo,
i momenti di gioia pregni d'affetto infinito;
ma anche le ombre che la vita riserba,
i tristi presagi, l'atroce e infinito dolore.
A te vola ognora il mio pensiero.
|
AVE MATER
Ave,
mater mea,
tu hortationibus me initium duxisti
atque mihi itinera indicavisti vitae.
Volat eheu aetas!
Tuam semper teneo memoriam,
ad te pulcherrimae vertunt recordationes
pueritiae meae.
Tam saepe laeta per prata
pulchris floribus exornata,
nonnunquam blande anxia
offensiuculis iocoseque puerile.
Laetissimas memini horas,
temporis laeta momenta maximi amoris plena;
etiam quoque plurima vitae adversa,
praesagia atque tristia indicia,
immanem diutinumque dolorem.
Tuam semper, mater, teneo memoriam.
|
CALIMERO
di Nicolò Falci
 |
9-11-08
compleanno Ludovica
 |
QUANDO
IL POTERE (Fascista)
a MONTEDORO
SI "CACAVA" ADDOSSO

|
Così canta Pippo "La
scala di milli scaluna":
Chista è
la scala di milli scaluna,
............................
Acchianu novi e baiu a pigliu deci,
malanni a ccu travaglia a la Pirnici.
Ma cos'era veramente
la "Pirnici"?

|

Ricordate
i GELSI?
e
il Brodo di Giuggiole?
|
MINIERE di MONTEDORO
L'Ing. Fiochhi e "li stirratura
di Caliddu e Federicu Messana
|
|
MONTEDORO 1850 - UN CASO EMBLEMATICO:
Don Gaspare Rizzo
(A cura di Calogero Messana)

Appaltatore di
miniere, Vicario Curato , Consigliere Comunale .. e concubino. Un
personaggio che ho più volte incontrato tra le carte delle vicende
minerarie di Montedoro è il Sac. Gaspare Rizzo. |
MONTEDORO
Inaugurazione della mostra
DISCONTINUA - PARATA D'ARTE
nel
Nuovo Teatro Comunale
|
Atto
di compravendita terreno "ARVANELLO" del 1859
bisaccia
una, tumuli due, mondelli due, carrozzi tre, quarto uno, quartigli tre
al prezzo di: onze 20
 |
L'AFFARE "SANIRRI"
Esiste moltissima documentazione riguardante le vicende dell'Ing.Minerario
Pierre Saunier, in paese chiamato "Sanirri". Era in contatto
con Pietro Tucci (Ispettore Minerario per la fusione dello zolfo
etc.). Il Saunier portò avanti, per molti anni, un tentativo per
riorganizzare le miniere Siciliane dall'estrazione alla
trasformazione. Viveva tra Parigi, Londra, Bergamo, la Sicilia e
...Montedoro.
Ho infatti trovato una lettera ( in francese) inviata al Prefetto di
Caltanissetta intestata : Mines-Montedoro-Montegrande-Sicile.
( Montegrande? A cosa si riferisce?).
E' interessante il libretto a stampa in cui si fa una digressione
sulle miniere e i costi legati a tutto il processo produttivo.
Forse se il progetto fosse andato in porto le cose
sarebbero cambiate......ma non successe nulla come sempre
succede dalle nostre parti.......
Anche Petix ne parla, e in sintonia con Saunier,
spiega il motivo per cui non vi è stato lo sviluppo
dell'industria mineraria.

Calogero |
M O N T E D O R O
La corsa all'oro giallo

Il "FORNO ROMA" di Gibellini
Le
lotte dei minatori
agg. al:
10.3.08
Miniera Orto del Signore e Gibellini
agg al: 10.3.08
Le concessioni
agg. al: 11.4.08
Incidenti
mortali Augello-Brancato
agg. al: 14.4.08
La storia
Gibellini-Licata-Duminuco
agg. al: 23.4.08
Miniera Nadorello
agg. al: 26.4.08
Miniere: Grottazzi-S.ta Lucia-
Schillaci agg. al: 28.4.08
Il documento più antico:
1818
agg. al: 5.6.08
Disputa sull'appartenenza di Gibellini
agg. al: 9.6.08
Fondo Tucci
agg. al: 20.6.08
TUTTI CONTRO
PIAZZA.......
agg. al: 26.6.08
URZI' - Piccola truffa ai danni del
comune
agg. al: 30.6.08
=========>
Rouré-Petizione a Sua Maestà per
invenzione
agg.
al: 30.7.08
|

… E LA GIURANA FINI’
VUDDUTA
di Nicolò falci
Questa poesia dovrebbe fare riflettere tutti noi che ogni giorno siamo
"cucinati" a fuoco lento da ogni tipo d'inquinamento che,
lentamente ma inesorabilmente, mina la nostra salute. Come la
"giurana" ci sguazziamo dentro coscientemente e con sommo
piacere, finché:
" Oh! mischinu! E chi cci successi? Stava accussì beni!". |
LE OPUNZIE DEI CAICO
Siamo nel febbraio del 1868. Sindaco di Montedoro era
Onofrio Caico, mentre il cugino Cesare era assessore comunale e
consigliere provinciale.
Giorgio Caico chiedeva al cugino Cesare di non continuare a bruciare lo
zolfo estratto dalla sua miniera di Piano di corsa (Stazzone) perché
inquinava il suo terreno limitrofo, rovinandone le colture. Infatti
aveva fatto seminare una palizzata di opunzie (fichi d'india) ed
invocava la legge vigente.
Cesare "se ne frega" e continua imperterrito a bruciare gli
zolfi nei suoi calcheroni.
Giorgio si rivolge al Prefetto, dal comune gli risponde Pappalardo
(consigliere anziano), che da ragione a Cesare. Interviene pure il Corpo
delle miniere il cui ispettore "constata che indubbiamente le
foglie di fico d'india furono piantate nei ginesi (in cui non si sa come
potranno mettere radice e vegetare) da pochissimo tempo e soltanto per
avere un pretesto, in verità poco serio, onde insinuare il già citato
ricorso".
Lotta tra familiari, in palese conflitto d'interesse!

Leggi i documenti
|
Qualcuno si riconosce? Siamo a MONTEDORO

26 gennaio 1968 -
manifestazione per le
pensioni
esproprio terre - 1972 |
| Calogero,
alla Fieravecchia di Palermo, ha rintracciato il luogo dove si
trova infissa la "balata" con il ragguaglio delle
antiche misure.

Palermo - La "balata" delle antiche misure
Sistema metrico siculo
|
MODI DI DIRE
In paese, quando chiedi ad una persona "come
stai?", potrebbe risponderti con la solita malinconica
rassegnazione isolana:
"Ni
la manciàmmu la spisa!"
Un altro, più drammatico del primo, dondolando la testa: "Cuculiàmmu".
Mentre un terzo, ormai rassegnato: "Comu
li vicchiarìaddi!".
Altri risponderanno: "Ci defendiamo",
oppure. "
Ci arrampichiamo sugli specchi".
Ieri, incrociando una persona di una certa età
che parlava in italiano, alla domanda: "Come stanno i tuoi?",
ha risposto: "Si siedono ancora a
tavola!".
|
CASA MESSANA - MONTEDORO
In preparazione Museo etnologico con vecchi attrezzi e strumenti
Visita --------->

|
Il
SITO del Comune di MONTEDORO
 |
|
poesie italiano |
poesie siciliano |
Federico
II di Svevia |
racconto
anni '60 |
la
tragedia Caico |
Montedoro
poesia |
Pinocchio siciliano |
racconto |
Racconti |
SIETE
MAI STATI "MAESTRI DI MARAMMA"?

Lettera
trascrizione vocabolario |


Gueli Gerlando e
Teresa
|

Elezioni sindaco
Montedoro
|
MIRACOLO !
Come si può spiegare un "miracolo"?
 |
I POETI DELL'ARIETE 
MILANO |
Volete
fare omaggio di un piccolo ....lucchetto ?

|

Avete assistito al
crollo? |
Giabarresi-Marranca
Bufalino - Alba |
Rita Borsellino e Salvatore
Messana da Agostino Tulumello |
LA CARTEDDA
 |
Il DECURIONATO di MONTEDORO
nell'anno 1831 solleva una disputa territoriale sull'appartenenza dei MontiGibellini che,
attribuiti a Racalmuto, causarono a Franco Caico il sequestro dello zolfo ed il
licenziamento dei picconieri.
A S.E. Il Ministro
Segretario di Stato presso S.(ua)A.(ltezza) R.(eale) il Luogotenente
Generale per la via del Dipartimento dell'Interno....etc.. etc... ('Altezza Reale
era il Principe di Satriano)

|
NUOVO
AGRITURISMO di VITO MESSANA
ASTI
- BOSCO DELLA LUJA

|

Il 18 aprile 2008 quattro '' compagni
'' di scuola si sono ritrovati in Francia a Pérouges Villaggio del XIII
esimo in occasione del 40^ anniversario del Circolo Franco Italiano di
Meyzieu
C.Pace |
IN GIRO PER MILANO
 |
MOSTRA FOTOGRAFICA di MARIO INGROSSO
Il naviglio Martesana fra storia e presente
26
maggio 2008 presso il centro di formazione di via S. Erlembardo, nel
parco Finzi

|
Calogero Messana
INCREDIBILE RI-SCOPERTA

della BUCA CAICO
|

ASCOLTA IL SILENZIO |
A V V I S O
Importante accordo ottenuto dal nostro Calogero Pace (06 07312091), tra
il Circolo Franco Italiano e la Compagnia GNV (Grandi Navi Veloci).
 |
ESINO
LARIO - Foto Esino Lario, Grigna settentrionale, lago di Lecco
 |
Splendida opera di ALFONSO
ALESSI
Racalmuto in miniatura
 |
Era
da
molto tempo che volevo mandarvi qualche fotografia ; stasera ne ho
scelto due di mio marito Lele e di suo fratello Andrea. Sono molto affascinanti e ci chiediamo chi era questo fotografo "ambulante"
che ha fotografato , penso, tante famiglie in questa città.
E' mia figlia che fa la traduzione per me.
(Elle fait sa quatrième année d'architecture à Genova en
Erasmus.)
Huguette Galante. |

Andrea |

Calogero |
FINALMENTE "LUCCIOLA" E'
TORNATA A MONTEDORO
|
UNA PASSEGGIATA A PUPIDDU
|
Richiesta
di certificato d'appartenenza alla "Razza Ariana"
a Fernando Aragona Pignatelli
 |
TRINACRIA
di Nicolò Falci
 |
NICOLO' giuoca a lu "SPIRLICCHIU"
 |
|