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  TESTAMENTO DI LINA CAICO
           

 

Bella iniziativa della famiglia Petix
           case vacanze affrescate
                        
  Inaugurata Piazza Montedoro a Meyzieu
                  

 

      IL  RITORNO

 

       Carezze di nonno     
                         


        
       ROSSO PAPAVERO
         
        Son tornati a cantare
            
                      Sul gelso

 

Scoperto il vero luogo dove viveva la "BIDDINA"!

           
   AVETE VISTO CHE LUNA!

    

 

 

   SIAMO TUTTI INVITATI 
  AL CONCERTO DI....LETIZIA

                    
   Come andò che Mussolini 
   non si fermò a Serradifalco
                 

 


                       La  "tre giorni"  siciliana di

 
  Maria Salamone, Nicolò Falci e Federico Messana


                                            
          

                      tra poesia, racconti e ricordi 
                   
di un passato lontano e recente 

                       

                                                                                                                      

  Scoperta una galleria mineraria sul Monte Ottavio

                               

    300 soci del Circolo franco-italiano festeggiano Carnevale   

                                         

                             

              
         Uno storico aberrante
          documento fascista

                      
                    La curiosità
                    
(Cosa vedete, 
               ingrandendo l'immagine?)
           Agostino Tulumello 

                                
        Le temps d’une oeuvre

 

 Museo delle zolfare
   
Attrezzi, minerali, plastici
   
Osservatorio astronomico
 Hai mai consultato il
    VOCABOLARIO?
           

    
Fallo adesso !

                            

 
       Piatti siciliani
 
   Milano '64  Lillo Marranca
         
   Premio di poesia e racconti
  
Il mastro d'ascia  Farruggia 

               

  
Il calendario di QUASIMODO
           
       MONTEDORO
Dopo 56 anni di attività
chiude il salone PACE

Maradona e Fidel Castro
              

 
Nel 2007 tredici lune piene,   ognuna col suo nome
             di F.F.Martin

    


 Versi e sentenze di
 P. Giuseppe Adamo
 parroco di S.Luca  (CL)

 

              I tre Re Magi


    E la Stella Cometa ?....
              Il  presepe 
 
     La storia del presepe

 

       LA  STORIA -  FOTO

Palermo -  Due millenni visti
 con gli occhi delle prostitute

QUANDO ESISTEVANO LE
       "CASE CHIUSE"

      

 

       Alcune "edicole" di Montedoro
                  
         
Foto di Calogero Messana

 

              I "Carusi" di Montedoro

              
          
Filmato trasmesso da RAI-1

 

                                                              
                                                          1928/circa  Famiglie Marranca, Tulumello, Scibetta, Valenti.....


                              A proposito di don Eugenio Caico .......
(da "Quaderni di Tradizione Mediterranea"  -  Il Triangolo - Palermo)

La famiglia Caico possedeva terre e miniere. Ma forse é un po' esagerato dire "possedeva", dato che di generazione in generazione nessun Caico aveva mai avuto idee chiare riguardo al fatto che terre e miniere producevano debiti invece di profitti. 
Di idee chiare Eugenio ne aveva qualcuna, ma non del genere che potesse giovare all'amministrazione del patrimonio; inoltre anche se lo fosse stata non avrebbe avuto il tempo di provarla, durava quanto un lampo......!
Lina era destata a volte, di mattino presto, dalla convulsa voce paterna che gridava: "Tradimento, tradimento, chi mi ha fatto questo tradimento?!?!....". Si trattava di galline o meglio del loro pasto: una persona di servizio aveva somministrato un alimento non approvato dal signor Caico. Il quale signor Caico, denunciato il tradimento, rivolgeva subito il suo pensiero altrove, per esempio cercava nella "Odissea" il verso nel quale figura il nome "Caico"..........

                                                         

 

          Evoluzione demografica di Montedoro

 

                                          Motti, sentenze, proverbi
                                                      
 A tardanza nun è mancanza...
 Risu senza ragiuni o è di pazzu o è di minchiuni...
 Chiddi ca vidi a prucissioni e a missi, ligna nun sù ppì fari crucifissi ...
 Mentri lu cani piscia la piecura sinni va...
 Vossìa, abbucà, havi a parlari sulu quannu piscia la gaddina ...

 

     AIDA  -   Figuraccia alla "SCALA" di Milano

   Radames (Alagna) esce di scena tra i fischi

                     
  Il "nostro" Turiddu Filidda avrebbe fatto meglio

 

                  Le poesie in dialetto siciliano di
                       SALVATORE EQUIZZI


                                 
                   Segnalatomi da Pietro Lauricella

 


                     E' MORTO  (impunito) PINOCHET:
              UN DITTATORE SANGUINARIO

                        

Manifestazioni di gioia nella capitale cilena per la scomparsa dell'ex-dittatore

Salito al potere con il cruento colpo di Stato del 1973, ha guidato il Cile
per 17 anni segnati da crimini, torture e dal dramma dei "desaparecidos" .

L'11 settembre 1973 tradì la fiducia del legittimo presidente
Salvador Allende e lo destituì con un cruento colpo di Stato nel quale lo stesso Allende rimase ucciso. Lo stadio nazionale fu trasformato in lager, si scatenarono le violenze e le torture della terribile polizia politica, e ci furono circa 2.000 "desaparecidos".

Lo scorso novembre Pinochet era stato assegnato agli arresti domiciliari nel quadro di un'altra inchiesta sugli orrori della dittatura: quella sulla Carovana della Morte, uno squadrone della morte che girava il Paese facendo sparire gli oppositori.

Amnesty International ha chiesto che vengano accelerati i processi per abusi dei diritti umani avviati da diversi tribunali in Cile e all'estero. La morte di Pinochet deve "essere un richiamo" per i governi del Cile e di altri paesi. Pinochet è riuscito a sfuggire alla giustizia, ricorda l'organizzazione, ma "il periodo più oscuro della storia" del Paese non deve essere dimenticato. Le famiglie dei sopravvissuti alle torture e alle deportazioni (diecimila, oltre alle decine di migliaia costretti a lasciare il Paese), così come quelle delle vittime (almeno 2mila persone, secondo i dati ufficiali), "hanno il diritto di sapere cosa è accaduto".

"E' stata una persona che ha violato il suo mandato istituzionale, che non ha rispettato il giuramento pronunciato come presidente e ha incarnato la dittatura più feroce, il principale responsabile delle violazioni più gravi dei diritti umani", ha aggiunto da Madrid
Isabel Allende, una delle tre figlie di Salvador Allende e cugina dell'omonima famosa scrittrice.

 

              CENTO SAPORI DELLA NOSTRA TERRA

               


 Il Comune di Montedoro e l'Associazione Culturale Montedoroarte partecipano  alla manifestazione "Centosapori della nostra terra" (www.centosaporidellanostraterra.it ) che si è svolta a Caltanissetta dal 3 al 5 novembre 2006 con un enorme successo di pubblico.

 

                Palazzo  "STERI" di Palermo

  I graffiti dei dannati della GRANDE INQUISIZIONE

                              

 


                      Piazza MONTEDORO a Meyzieu   
1 Dicembre 2006
Venerdi sera, il circolo franco-italiano di Meyzieu ha organizzato una serata gastronomica siciliana: salsiccia, stigliole, patate, formaggio.. Erano presenti 80 soci, la deputata Odette Garbrecth, il sindaco di Meyzieu con gli assessori alla cultura e al commercio e Maria Francesca Randazzo, assessore a Montedoro. Prima della cena, il sindaco Michel Forissier ha annunziato ai presenti che il consiglio municipale ha deciso di chiamare la piazzetta che si trova di fronte ai locali del circolo franco-italiano "Square Montedoro". La notizia é stata accolta dagli applausi di tutti i Montedoresi presenti.
Mando le fotografie delle persone presenti alla serata

Marie & Agostino ALFANO                                

EMail :
aalfano@infonie.fr



                                                              

       Arcoiris.tv

Un interessante inedito filmato su Borsellino segnalatomi da Angelo Mantione da Saint Nicolas Liegi.

(Siamo con voi nella lotta di sempre per la liberazione della Sicilia e dei Siciliani Onesti, anche dall'estero il nostro piccolo contributo alla lotta alla mafia puo' onorare la dignità di tutto il popolo Siciliano civile)



 http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=1902 

 

      Tra le mie carte ho scoperto questo strano, poetico e triste componimento del Sac. Calogero Salvo, che vale la pena di leggere
                                    MATER DOLOROSA

 

  La putìa di Mastru Nicu Fanci     di Nicolò Falci
 A proposito di CARUSI - Chi ha visto il film: La discesa di Aclà a Floristella?
 I MESTIERI  .... di una volta
  Suoni e culture   di  Pietro Lauricella
Alla miniera Gibellini.... Genco Russo e le "giammelle" delle Orsiline
E' SAN MARTINU..........

 

                      A PROPOSITO DI LA FESTA DI LI MUARTI

Accussì mi scrivi Nicolò:

"Carù, e a guantri chi vi ficiru ajhari li muarti? Abbiatevi questo mio ricordo, anche se penso che le cose siano cambiate anche nel nostro paesello.  Ciao a tutti.  Nicolò     
                                    (Vedi poesia allegata)

Accussì cci arrispùnnu:
                                    (vedi risposta allegata)

 

 La festa di li mùarti  -  del nostro poeta dialettale Nicolò Falci

 


          'ZA VITA SCIANDRA
          L'Artista dell'uncinetto

 

                                                            Agostino Alfano (vedi FOTO)       aalfano@cegetel   

                                  "SUMMIT"  A  MILANO

Mercoledi, 18 ottobre 2006

La visita a Milano del Vice-Presidente della Provincia di Caltanissetta, Federico Messana, è stata l'occasione per un breve incontro presso il ristorante "La Magolfa" di Via Orti, centro storico della vecchia città. Una cenetta in stile "arabo" ha fatto rivivere antichi sapori, storie e ricordi del nostro piccolo paese siciliano. Erano presenti Federico, Paolo, Nicolò, Pippo ed il di lui fratello Emilio, assurto recentemente alla cronaca di Assago come "il salvatore delle buffe" che una volta venivano regolarmente "scrafazzate" in tutti i modi.

 

                                                                                                                                                      


                      Panorama 180° visto da Montedoro      (Fare clik sulla foto e quindi sù espandi, utilizzando i cursori)

                                                                                   foto di Salvatrice ed Etienne Merle

   Monotonia di un mattino milanese

 

  da  "La Repubblica"    cronaca  di  Milano  23 settembre 2006

                 Stanotte ho sognato una città diversa

Com'è bella Milano in questi giorni che oramai sanno d'autunno! Strade pulite e ben arredate, marciapiedi liberi da ogni ostacolo e ben puliti, gente cordiale che ti saluta ad ogni passo, l'orizzonte verso il Duomo sgombro da gru e antenne! 
A stento mi riprendo dall'incubo di una notte milanese. Mi affaccio al balcone con ansia, ma il miracolo non è successo: la vista del Duomo è sempre oscurata dall'enorme antenna della vicina caserma. Esco di buon'ora per il consueto acquisto del giornale, e subito m'imbatto in un marciapiede colmo di cacche canine, cammino a zig-zag per evitare le numerose buche colme d'acqua per l'acquazzone notturno, mi turo il naso passando di fronte al caseggiato vicino al bar Mom, divenuto orinatoio a cielo aperto per i giovani che frequentano tale bar la notte del mercoledì. E, meraviglia!, non vedo più le mura spagnole di porta romana! Enormi cartelloni pubblicitari, a gruppi di quattro o cinque, e dieci volte più grandi di quelli elettorali berlusconiani, ne impediscono la vista: e dove si scorgono sono sempre piene di erbacce d'ogni tipo. Che tristezza! Mi verrebbe voglia di tornarmene a letto e sognare la Milano degli anni sessanta, piena di fumi e nebbie, coi navigli ed i camini fumanti, le vecchie osterie al posto dei moderni pub, ma sicuramente più romantica, più pulita e vivibile di quella attuale.

Federico Messana fmessa@tin.it

 

 

                             Il mistero di una tessera

In occasione delle vacanze estive, il sig. Carmelo La Porta mi ha fatto gentilmente recapitare un documento intestato a mio nome. Tale documento lo aveva scovato in uno dei tanti cassetti del caseggiato sito nella piazza Umberto I, che recentemente ha acquistato dal Prof. Alfonso Alfano. Credeva trattarsi di un documento di Cresima, essendo stato lo stesso prof. Alfano mio "padrino" in tale occasione. Trattasi invece della tessera n. 108256, rilasciata in data 8.12.1954 dai Salesiani di Randazzo, dove ho frequentato le medie ed il ginnasio. E, fatto ancor più strano, risulto accreditato come socio del "Piccolo Clero", istituzione creata dai seguaci di Don Bosco in quel periodo.
Interpellato, il mio "pipino" è caduto dalle nuvole: primo perché di quella tessera non ne sa assolutamente niente, e poi perché prima di consegnare i locali al La Porta dice di avere ripulito tutto ben bene. Rimane il mistero di come quella tessera sia finita presso il Prof. Alfano, e ancor più strano il fatto che sia caduta nell'interstizio di qualche cassetto per essere riscoperta dopo oltre cinquant'anni! E quando nel '68, ignaro, gridavo: "
Cloro al clero"?


            

 


  CASE VACANZE  ED APPARTAMENTI A  MONTEDORO

          Mandate un messaggio per una vostra inserzione

 

                                                M  O  N  T  E  D  O  R  O

 

                (foto Salvatore Maria Saia)

                                                                                           

            Per  NON  dimenticare

 

           Festa per gli 80 anni del Bar Sferrazza

             

 

                                                                     Leggete tutta la vera storia di PINOCCHIU in siciliano             

La ballata di Pinocchiu

Abballati, abballati,
carusi bbùani e mascarati,
e facìti ‘na granni festa
a 'stu Pinocchiu ca misi la testa.

Abballati, caruseddi,
righiti all'ariu li vostri carteddi,
ca ora Pinocchiu ca va a la scola
già scrivi l'asti e cunta cu l’ova.

‘Na vota Pupu era chiamatu
ora carusu è addivintatu,
e mastru Geppettu ogni matina
pripara lu latti ni la tazzina.

Anchi si matri nun havi mischinu
patri Geppettu lu servi a puntinu,
lu lava sempri cu’ acqua e sapuni
anchi si doppu travaglia d’asciuni.

Ormai ha scurdatu li so’ fuitìni
la Vurpi e Gattu tinti assassini,
lu gran Serpenti parìa l’aspittassi
cci dissi: "Fermu! Di ccà nun passi!".


    continua ............







Sulu la Fata ricorda di notti
ca lu sarvò da sicura morti,
ma pùa cci detti un granni duluri,
e chidda murì pi lu so' amuri.

Anchi la cuda si vitti, mischinu,
cu' pilu nìuru 'ncapu lu schinu,
e pùa si misi felici a ragliari
sutta patruni finì a travagliari.

Quannu lu nasu si tocca, birbanti,
pensa ca era un Pupu farfanti:
ma ora ormai, carusu pi bbeni,
pensa a la scola e un surrisu cci veni.

Abballati, abballati,
tutti carusi ca ormai l’amati,
anchi vuàutri fùstivu Pupi
ma ora siti carusi crisciuti.

Abballati, caruseddi,
ca siti beddi fimmineddi,
lu vìacchiu Pupu di lignu purritu
ora è già prontu pi essiri zitu.

Abballati, abballati,
pari ca siti già ‘nnamurati:
lu vùastru zitu ca Pupu era
ora è un carusu ca cerca mugliera.


                Federico Messana

                                                                              

  INCUBO DI UNA NOTTE SICILIANA
                     
racconto
                                               
                 Il nostro dialetto

                     
SCACARI
           
(dal vocabolario di A. Traina)

Cedere, fallire, cessare di fare
arrendersi, desistere, venir meno
Detto di galline: non fare più uova
Detto della trottola: cessare di girare
Sbagliare
Fare qualcosa male e svogliatamente

 

UNO, monta la luna. 

              (vedi sequenza)

"UNO, monta la luna" era un gioco di gruppo che si svolgeva per lo più in un "baglio".

Alcuni ragazzi si riunivano e a sorte si sceglieva chi doveva "stare sotto".........

        Nicolò chiede AIUTO per completare la filastrocca !!



BATRACOFILIA

Una storia di "BUFFE"

(Una storia vera accaduta all'amico Emilio Duminuco, assessore al Comune di Assago)

 

                    

 Il fantasma Papaluni
                 
Durante l'udienza per un processo di mafia, l'imputato, indispettito per l'arringa poco gradita fatta dal suo avvocato, così l'apostrofa: "Vossìa, abbucà, havi a parlari sulu quannu piscia la gaddina!".

 

         Pagina degli Ospiti      http://digilander.libero.it/sicilianamente

                   I migliori auguri a
Sicilia Licata, Gabriele Alfano e Fabio Taibi che a Montedoro hanno dato vita ad un nuovo sito internet

 


               CURIOSITA'

   CIRCOLO FRANCO ITALIANO
                    
      ISTITUTO F. JUVARA (G.Falci)
  MONTEDORO E LEGAMBIENTE
                  
                       EPATTA
                      
        I RAGAZZI DI MONTE OTTAVIO
                  

                                                                       


   CURIOSITA' DI FINE '800

   Ritrovati il foglio di congedo ed il 
      libretto personale militare di

           CALOGERO MESSANA
                      classe  1863
   

            


SICILIANE

Presentata alla FIERA DEL LIBRO DI TORINO l'Opera attesa da tempo
A cura di: Marinella Fiume

Il mio contributo con due schede:  Luisa Hamilton Caico  -  Lina Caico
  

 

           SPETTACOLARE !!!

           MONTEDORO    dal   Satellite    

                                                    
           

 

   LE GIACULATORIE 
     
di Concettina Giudice
                     (trascritte da Nicolò Falci)
 
 MUNTIDORU   E MILANU
 
           
 
          Nuova poesia di 
    
          NICOLO' FALCI

         
             

 

                                                                
                                                   Le foto di Peter Mantione su Montedoro
                                                                                               
 
                                                

                       18 MARZO 2006
       INCONTRO CULTURALE PRESSO IL
             CIRCOLO FRANCO ITALIANO
                       di MEYZIEU (LIONE)

 
            
                                           TEMA:   
 "
PAESE MIO CHE STAI SULLA COLLINA"

  Musica e canti di :   PIPPO DUMINUCO
  Poesie e letture di: FEDERICO MESSANA

                                  NICOLO’ FALCI


 ARTICOLO  LE PROGRES di LYON

         LUCCIOLA 
                  NON FINISCE DI STUPIRE

                       Ecco il "Paratesto"  
     (dagli Atti del Convegno Internazionale di
           Roma - Bologna Novembre 2004)

         a cura della  D.ssa Daniela Brunelli

    direttrice della biblioteca A. Finzi di Verona
 
alla quale vanno i miei più sentiti ringraziamenti

            


 

     Il libro mastro dei fratelli 
 Caliddu e Federico Messana

           Due eclettici personaggi    

               
1891 - 1908


       

    NOTE  E   CURIOSITA'  SUI LORO 
              MOLTEPLICI  LAVORI 
              DI FINE ARTIGIANATO

   Dagli annali di Giovanni Petix

       Martedi, 29 Aprile 1913

"Profonda impressione ha destato un fatto medioevale. 
Certo Duminuco Salvatore fece una " lingua strascicuni"  dalla sua casa alla porta della Chiesa, forse un 400 metri, per un voto fatto!"
 
           
21 Agosto 1914

Eclissi parziale di sole per quasi sei decimi. La plebaglia dice che scoppierà qualche guerra.

(Ma quale plebaglia! La guerra scoppierà un anno dopo!)
                                     
  Il Cardinale Giuseppe Guarino

 A che punto è la causa della        sua  beatificazione?

                Intervista a 
       Don Amedeo Duminuco

 

              MIRACOLO A MILANO

 Bianchi la neve adorna tetti e vie,
 alberi e pali,
 ogni cantuccio ormai ha un sol colore.
 Anche gli stracci del barbone a lato
 sono un candore insperato.
 Nero di stenti, e macilento e triste,
 oggi sorride al calar della nitida coltre.
 Spalanca la bocca e ingoia
 i nitidi chicchi, manna celeste,
 e un sorriso amaro inarca le ciglia
 e le ruvide gote.
 Gli occhi sgranati al cielo
 e le braccia a preghiera elevate
 al miracolo pensa,
 stupito, estasiato.

      LA MIA TERRA
            poesia





       Il disastroso viaggio di 
         
Don Eugenio Caico
      
da Montedoro a Serradifalco
      durante una tempesta di ...neve!

        La diligenza Montedoro Serradifalco

                                              



 
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      La malatia di lu viddanu
           dura ventiquattr'uri:
     A la sira lu medicu,
           a lu 'nnumani lu Signuri!

                 Indovinello

           Dugnu e nun dugnu,
           Pussedu e nun tegnu,
           Caminu e firrìu:
 Eppuri nun mi movu d'unni sugnu



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  Pipìddu: forse è il casale Minzel
   (vedi pergamena di Federico II)



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Il "casalino" di Pupiddu
  Pergamena del 1289

       
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            Montedoro '81

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    Appartamenti e monolocali
Cucina completa-ariacondizionata
 
Affitto pulmino 8+1 aria climatiz.
        per visite organizzate

Tel, 0934 934374 - 347 4456852
     
  


    La storia di la BIDDINA


Feudo, Miniera, Emigrazione
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                           Giufà e la luna

Giufà una notte, passando vicino ad un pozzo, vide la luna riflessa nell'acqua. Pensando che fosse caduta dentro decise di salvarla.
Prese un secchio lo legò ad una corda e lo buttò nel pozzo.
Quando l'acqua fu ferma e vide la luna riflessa nel secchio cominciò a tirare con tutta la sua forza. Il secchio, salendo rimase, però, impigliato nelle parete del pozzo. Allora Giufà si mise a tirare ancora con più forza e tirando, tirando spezzò la corda e finì a gambe all'aria e cadde a terra.

Alzando gli occhi verso l'alto, per cercare un appiglio per rialzarsi, vide nel cielo la luna.
La sua soddisfazione fu grande e disse a se stesso ad alta voce:
- Sono caduto per terra e mi sono un po' ammaccato, ma, in compenso, ho salvato la luna dall'annegamento!

Il barbiere maldestro

Giufà un giorno, per radersi i capelli, cambiò barbiere. Questi era, però, nuovo del mestiere e mentre radeva la sua mano era tremolante, tanto che per ogni passata di rasoio lasciava una ferita, che curava subito con un batuffolo di cotone.

Bastò poco, affinché la testa di Giufà fosse ricoperta per metà di batuffoli per tamponare il sangue. Appena il barbiere cominciò a radere l'altra metà della testa, Giufà, con un po' di ironia, disse:

- Visto che la prima metà della testa è coltivata a cotone, cosa pensi di coltivare nell'altra metà?